Societa

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  • BOL..TRE

    molfetta carlo taekwondo gettyIeri sera, finalmente costretto a correre veramente, il missile ha frantumato il record mondiale della staffetta 4x100. Il record ha fatto si che anche l'USA abbassano il loro record in una gara splendida, in una splendida cornice che solo alle Olimpiadi si può godere. Più tardi nella serata il pugilato non ha fatto sognare più di tanto affidandosi al "cattivo" di turno, Russo che non riusciva ad avere ragione del'ucraino che alla fine dei tre round si laurea medaglia d'oro ballando come un cosacco a centro ring. Peccato per Russo che proprio non riesce a mio giudizio ad essere umile: sacrificando quella indole che se da una parte lo ha portato ad essere il campione che conosciamo, dall'altra non riesce ad aiutarlo ad essere campione a tutto tondo. L'impresa è invece riuscita a Molfetta, un atleta della TAEKENDO' (la scrivo per come si pronuncia!!) che arrivato in finale, umilmente ha recuperato un mucchio di punti a sfavore per arrivare a giocarsi la medaglia d'oro in uno scontro secco: chi colpisce per prima vince e lui lo fa meravigliosamente bene...Medaglia d'oro!! Oggi Cammarelle replica la finale per la medaglia d'oro, insieme al Settebello, speriamo che l'umiltà accompagni questi giganti ad onorare il loro cammino e la loro fatica in questa olimpiade che chiuderà i battenti proprio oggi

  • Bishop

    DSC 0007Abbiamo assistito in queste settimane di buco istituzionale del nostro rugby (parlo di quello nostro indigeno), a numerose manifestazioni internazionali di ottimo livello. Si inizia prima di Pasqua con il tour di una squadra sudafricana di buon livello, leggi ottimo, alemno per le nostre possibilit‡. Probabilmente con quello che si Ë visto in campo, alcuni di loro potranno partecipare ai prossimi campionati mondiali, e con questo penso di aver definito la loro preparazione. Lo staff accompagnatorio Ë d'eccezione, con doppi allenatori sulle fasce, video analizer sulla palazzina di fronte al campo con altri tre preparatori che costantemente infondono consigli fattivi ai giocatori in campo: si ha l'impressione che a questi non servano questi ulteriori aiuti, tanto giocano bene e a memoria impegnando campo e avversari in modo egregio. Finisce come tutti ben sapete, non  ripeto il risultato per non avvilire inutilmente i fortunati atleti che hanno avuto la meritori possibilit‡ di incontrare questa bella realt‡ rugbystica. Nei giorni scorsi si Ë disputato il torneo delle 4Nazioni riservato alla categoria Under17. Ha partecipato l'Italia offrendo purtroppo il massimo scaturito dai selezionatori, perdendo tutti gli incontri e non traggano in inganno i risulati, il gioco visto in campo parla solo inglese e francese. Penso, visto il progetto altezza che tanto Ë in vigore in Italia, che se i nostri selezionatori avessero avuto a disposizione la squadra gallese nessuno di loro sarebbe entrato in campo, vista la loro fisicit‡ minima...ma che gioco!! Che bello vedere il rugby giocato cosÏ come viene interpretato dai nostri avversari! che bello vedere la palla viva che vola per il campo con tante di quelle fasi di gioco che alla fine serve un ragioniere: noi invece sempre geometri con il metro in mano scordando forse che per il rugby il primo requisito richiesto Ë il coraggio che porta a placcare tutto ciÚ che Ë piu alto dei ciuffii d'erba (non Ë purtroppo una frase di mio conio!!) Saluti a tutti ci vediamo in campo dopo un mese di fermo per l'ULTIMA partita di campionato e quindio di stagione, o qualcuno si preoccupa di giocare??

  • Andreotti

    giulio andreotti.jpgLa notizia del giorno è l'avvenuto decesso di Giulio Andreotti, politico e statista italiano<img src=\"images/giulio-andreotti.jpg.jpg\" width=\"300\" height=\"169\" alt=\"giulio-andreotti.jpg\" style=\"margin: 9px; float: right;\" /> per lunghi lunghissimi anni. Penso che nell'uomo, al quale rivolgiamo l'estremo saluto, siano rinchiuse le politiche, i segreti, degli ultimi 50 anni italiani. Infattio per questo tempo nulla è successo senza la sua super visione, essendo stato a capo della Democrazia Cristiana, di innumerevoli governi, e di aver attraversato periodi (leggi ere) di trasformazione di un Italia che usciva dal periodo bellico, si affacciava alla ripresa, confluiva nel boom economico, conosceva il 68, conosceva le brigate rosse, il compromesso storico, l'ucciisone di Moro, varie stragi di stato, l'avvento al potere di nuove formazioni politiche (che "godiamo" ancora oggi), la collusione della criminalità con la politica, l'uccisione di giudici, il declino definitivo dei partiti storici. Ebbene tutti questi eventi hanno visto in Andreottti l'uomo al potere che è sopravvissuto a tutto e a tutti sino ad oggi quando ha staccato la spina. Penso proprio che un personaggio della sua potenza ha staccato da solo la sua spina: nessuno negli anni è riuscito ad intaccare i suoi segreti nemmeno con processi, o eliminando i suoi amici più vicini. Oggi con Andreotti se ne va l'uomo che probabilmente avrebbe potuto rispondere a mille e mille quesiti rimasti irrisolti nella vita socio politica italiana. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto rispondere svelando verità sulle varie stragi (vedi Brescia, Bologna, Ustica), sui politici collusi con la mafia, sulle logge massoniche, su i segreti di Gelli, di Buscetta, di Lima, sulle uccisioni di Moro e dei giudici Falcone e &nbsp;Borsellino. Lui gran personaggio mediatico, simpatico, arguto, sempre pronto alla battuta sagace era sempre lì con il suo strano aspetto fisico che ha ispirato generazioni e generazioni di comici.

  • Anche loro...

    Anche le gemelle non sono più con noi. Timidamente i TG nazionali ne hanno dato notizia mentre altri TG definivano meglio la loro dipartita, voluta da loro e programmata nei minimi particolari. In barba alla morte, in Germania la si può fare assistita e loro hanno scelto liberamnete di finire i loro giorni insieme, nello stesso istante. Certo che loro di giorni felici, intensi ne hanno passati tanti quindi perchè non scegliere l'attimo della fine?

  • A Roma Gheddafy

    gheddafyLa tanto agognata attesa per la visita di Gheddafy si conclude congheddafy.jpg{/limage}l\'arrivo del colonnello che scendendo dall\'aereo definisce subito lo scontro mediatico in atto. Infatti il militare capo di stato è informato che si troverà in Italia al cospetto del "vice capo di stato" e la stampa estera, e di sinistra, avrà descritto in lungo e in largo il dispiego di mezzi mediatici del collega, del suo uso di veline, del suo voler essere sempre sporridente, stirato, pettinato. Ecco quindi che si matura la contromossa: scende, il militare, la scala dell'aereo come neanche la Wanda nazionale faceva, avvolto in un abito da gran parata, circondato non da veline ma da ben 300, dico 300, donne che si occupano della sua sicurezza. Certo sull'uso della medialità ha peccato verso il basso affiggendosi sul petto una fotografia mal riposta con nastro isolante rosso di un eroe libico...che amarezza!! Certo mio papà si starà rigirando come mai nel sentire le scuse a Gheddafy, ma ormai sono passati tanti anni che forse grazie a queste scuse, riuscirò  a tornare nella spiaggia di Sulfuri...chissa??!Il resto della visita è solo parata , con la tenda montata a Villa Aldobrandini, i due aerei per trasportare il suo folto seguito, le sue apparizioni notturne nei ristoranti del centro, chissà se andrà a visitare il Papa, sarebbe il tocco magico...quasi beduino!

  • 6 Nazioni 2019

    femminileRicordo che negli anni passati, forse 10 o più, si notava come i placcaggi portati erano raddoppiati, cioè uno ti arrivava alle gambe mentre un altro di sdraiava nel tronco. Bene dopo tutto il tempo su descritto, noto che anche la nostra nazionale di rugby adotta questa tecnica, che significa non tanto apportarla ma soprattutto essere presenti in due sul portatore della palla. Tutto questo per dire che probabilmente siamo indietro di 10 o più anni rispetto alla preparazione dei nostri omologhi europei. In questo tempo loro hanno rafforzato, raffinandole, tutte le fasi di gioco, dove nulla è lasciato al caso, anzi.

    Professionismo del resto questo significa: sedersi, analizzare tutti i movimenti e ricreare le situazioni di gioco prevedendo per lo meno un paio di scelte per ognuna, per ultimo metterle in pratica alla velocità che il professionismo detta. Per noi il professionismo ha voluto dire attingere su un vivaio creato sulle altezze e sui pesi, scordando poi che l’atleticità mal si conforta con il peso esagerato.

    La nostra Nazionale riesce a far giocare male chiunque, ma non basta, e sembra che tutto si limiti a questo. Resistiamo stoicamente 80 minuti, ma come concentrazione e dedizione al gioco viviamo dei buchi paurosi che gli avversari riempiono di mete. Inutile continuare a parlare di attaccamento alla maglia, cuore, appartenenza e tutte quelle cazzate che si raccontano agli Under14 negli spogliatoi, serve disciplina fatta di programmi mirati alla crescita del gioco ancor prima che dei giocatori.

    I risultati si vedono fatalmente nell’Under20 (e neanche sempre) e nelle donne che guarda un po’ il professionismo lo vedono da lontano, molto da lontano. A oggi i nostri professionisti sono accreditati alle cronache solo se provenienti dalla Benetton, i Permit Player e le Zebre servono a fare da contorno neanche fossero insalata, tant’è che abbiamo un mucchio di giocatori infortunati, mentre quelli sani vengono convocati per la preparazione e poi rispediti a casa per giocare il campionato europeo. Queste franchigie non dovevano preparare atleti per la Nazionale? E soprattutto se per la Nazionale non sono buoni, inutile tenerli in franchigia, in Accademia e via discorrendo.

    Abbiamo bruciato un mucchio di allenatori addossando loro la colpa della nostra non crescita, e ognuno nuovo prometteva entusiasmo e competitività che è venuta sempre a mancare, non certo per loro colpa: ricordo Mallet e Brunnel (il primo allenò i Barbarians all’indomani dell’addio all'Italia e il secondo ha costruito una squadra, la Francia, che fa paura.

    Mancano secondo me i veri professionisti, i manager e i tecnici che riescono ad individuare un percorso spalmandolo sulle risorse a disposizione…proprio come avviene nel mondo dei professionale.

  • 6 Nazioni 2013

    Secondo me le nazionali sportive, ricopiano in molti casi l’andamento storico, politico, economico della nazione rappresentata. A meno di qualche caso, che serve per la solita conferma alla regola, se la nazione è in sofferenza così la sua nazionale è malandata: esempio migliore la nazionale di rugby, che sta affrontando in queste settimane il torneo europeo delle 6Nazioni. La partenza è stata fulminea avendo battuto i nostri maestri/detrattori francesi: un lampo a ciel sereno che lasciava presagire un nuovo corso dettato da un nuovo allenatore, ma con personaggi conosciuti e non voglio dire vecchi. Le partite successive, e a oggi ne contiamo altre due, hanno visto la Scozia e il Galles prendersi quasi gioco di noi, rubandoci la scena proprio nei nostri punti di forza, e facendo dell’aggressione e presenza in campo il loro vanto. Negli anni passati noi si perdeva le partite con punteggi anche importanti, ma si usciva dal campo senza poter recriminare nulla al nostro impegno alla nostra prestanza…oggi purtroppo questo non accade più. La mischia da sempre nostro vanto, e quasi ridicola in campo rappresentata da personaggi che per anni abbiamo osannato e sostenuto: oggi gli stessi sembra colossi dai piedi d’argilla, si appigliano a scorrettezze che per anni abbiamo applicato noi, non riescono nella nuova interpretazione della prima linea dove l’operato non è compreso dagli arbitri e quindi non sanzionato. Che dire la Federazione ha voluto che giocatori di interesse nazionale giocassero campionati a loro dedicati, leggi Magners League, dove poter fare esperienza e crescere al pari dei loro avversari: dopo anni si può tranquillamente poter dare ragione a quelle persone che non hanno ma creduto a questo progetto che ha si portato un mucchio di soldi (nelle tasche di chi?) ma ha fatto crescere solo determinate persone, senza pensare a un ricambio generazionale che adesso è necessario. Le giovanili crescono, ma pure li esistono tre accademie nazionali gestite sempre dalla Federazione, che dovrebbero fornire le eccellenze al nostro rugby: se guardiamo le liste dei convocati, si avverte che qualcosa non va vista la partecipazione di giocatori appartenenti a club lontani anni luce dal rugby d’elite. In Francia intanto si legge che pur perdendo le prime tre partite con una squadra di fuoriclasse, ogni società è titolare di accademia per la crescita dei propri campioni vorrà dire qualcosa??

  • 35 anni

    Oggi il mio impegno con la Società Matisa compie 35anni. Parlo dell’impegno, non della gratitudine verso quella società che mi ha sopportato per tutti questi anni, perché nel 1985 tutto avrei immaginato tranne che di ritrovarmi così. Siamo tutti in regime di 41bis, relegati in casa a proteggerci da un infamante virus che potrebbe essere lì dietro la porta ad attaccarci con il suo carico di morte. In più, la mia convalescenza percorre proprio questo periodo, cavalcandolo appieno, purtroppo.
    Ieri una notizia di quelle che ti fanno pensare al tempo che ti rimane: un personaggio che ha creato il mito del rugby a Frascati, è venuto a mancare: Paolo Paoletti. Personaggio scomodo, schietto oltre il dovuto, forte di quel suo professionismo vissuto quando in Italia quasi non si conosceva il rugby, lui forte contro tutto e tutti. Uno dei pochi che poteva parlare di rugby ma stranamente si divertiva, secondo me, ad ascoltare quelli che di rugby ne sapevano rispetto a lui solo l'ABC...
    Lo conosco proprio nel mio primo di allenamento su un campo di rugby: è lui che mi insegna a passare la palla, a impostare un entrata di spalla, insomma i primissimi rudimenti di quello sport che mi avrebbe accompagnato sui campi nei prossimi 5 anni, e poi fino ai giorni nostri.
    Lo ritrovo sul campo qualche anno dopo, io sempre nelle giovanili, che prima accompagnavano i ragazzi dai 14 sino ai 18anni di età, e lui che veniva al campo per la sua preparazione fisica al campionato di serie A con la Cidneo Brescia. Ricordo come mentre noi faticavamo sette camicie, lui con pochi giorni recuperava una forma fisica che noi non riuscivamo ad immaginare. Lui già affermato atleta noi piccole schiappe in giro per il campo cercando inutilmente di imitarlo; lui personaggio che ha conosciuto tutte le branchie dello sport, partendo dall’essere atleta, poi arbitro, poi dirigente societario.
    Lo rincontro dopo trent’anni, sempre nelle vicinanza di un campo di rugby, genitori di due virgulti che giocano insieme nelle giovanile, questa volta Under16, del Frascati: io chiaramente lo saluto cercando di ricordargli gli episodi su descritti, lui più per cortesia che per altro mi saluta, ma certo non si potrebbe mai ricordare di una persona vista prima ragazzo con capelli lunghi e poi signore con i capelli bianchi.

  • 2021

    copertina 640x427Inizia un nuovo anno, e come sempre eccomi a fare il necrologio di quello passato. Inutile dire e parlare ancora delle infamità passate, quello che mi è pesato di più è stato il varcare la soglia dei 60. 

    Calcoli, conteggi, somme, insomma una vita passata al setaccio sapendo di non averne poi molta altra da conteggiare, anche se il cervello è rimasto ancora alla fase “cosa farò da grande?”

    Nei conteggi sono spariti personaggi con i quali ho avuto l’onore di condividere per lo meno lo stesso cielo essendo loro famosi e celebrati. Ti accorgi che molte presenze le diamo per scontate, sempre lì disponibili a noi e ai nostri piaceri…quando vengono a mancare il vuoto che ti assale è enorme. E’ lo stesso discorso che vale per i genitori, passi la vita a combatterli a cercare di dimostrare che tu sei meglio di loro li tratti e li strapazzi e loro sempre lì al tuo fianco silenziosi quasi aspettassero un tuo segnale. Questo segnale credo che per loro arrivi tardi o addirittura mai:  solo adesso mi accorgo di come avrei bisogno del conforto dei vecchi che mi hanno accompagnato ai miei 60, ripercorro le varie tappe, le date passate insieme,   e mi accorgo di come tutto sia stato talmente veloce che adesso fai quasi fatica a raccogliere quell’istante all’epoca insignificante e oggi così importante per i tuoi ricordi. 

    Inizia il nuovo anno che ci trova ancora mascherati per non farci scoprire, sapendo che nonostante gli auguri sarà difficile da affrontare, ma ormai siamo purtroppo temprati e “quasi pronti” a tutto.

    il mio vecchio quando ero un infante di 6-7 anni disse preoccupato a un suo amico in mia presenza: “questi ne vedranno delle belle” e facendo due  calcoli facili facili era solo 1967…

  • 2013

    a8776c76 69a5 4e3d 915e 779b97541409Pochi giorni del 2014 ed è ora di guardarsi indietro per vedere cosa abbiamo lasciato. Si dice sia stato un anno difficile, percorso da turbamenti politici, percosso dalla crisi economica, con pochi lampi di luce molti dei quali in penombra. Iniziamo dal profilo politico, dove tre avvenimenti hanno scosso l'opinione pubblica ma non gli attori principali, i politici stessi: nel PD si è silurato Bersani con un suicidio che solo alla sinistra riesce. Lui certo non aiuta, essendo così profondamente legato alla politologia studiata da giovane a partito‚ oggi non serve, bisogna puntare più sull'esporre in maniera chiara e veloce i concetti e le situazioni. Tale atteggiamento è riuscito appieno al Berlusconi che prima dato per disperso riesce con una campagna capillare a riconquistare una grandissima platea di voti. Certo molti non ricordano che è indagato in non so più quanti processi, molti guardano i Tg per vedere lui, molti ammirano la sua onnipresenza radio-televsiva, certo è che alla fine la spunta rodendo un mucchio di preferenze al PD.

    Ma la grossa novità è data dal movimento di Grillo, il quale con le sue cinque stelle riesce a piazzare un pugno nello stomaco ai partiti di maggioranza: adesso tutti devono fare i conti con lui. Ci prova per l'appunto l'amico Bersani che volendo andare alla Presidenza del Consiglio rifiuta la ricerca di legami stellari e cade rovinosamente. A quel punto il Presidente della Repubblica affida l'incarico al Sig Letta il quale forte della sua educazione e crescita forma un governo di larghe intese. Riaffiora quindi Berlusconi che con i suoi guai riesce a imporre i suoi personaggi, che alla fine, dopo pochi mesi gli volteranno le spalle abbandonandolo all'uscita  parlamentare. Sembra per lui finita, gli si prospettano lavori socialmente utili, altri processi, altre condanne, ma lui sembra essere sempre li a dettare le fila ai suoi fedeli che adesso si chiamano Nuova Destra credo Unita. Certo è che se la legge fosse uguale per tutti lui sarebbe già a collaborare in qualche centro di recupero per tossici o giù di li, invece si permette a gran voce di inveire contro la Magistratura tutta e al sistema che l'ha condannato‚ fate un po voi!!

    La crisi continua il suo inesorabile cammino, guardata da governanti che parlano solo del lavoro che non cè e di una legge elettorale coniugando semplicemente nuovi acronimi per tasse sempre più impopolari. Per fortuna che qualche scossone lo si vive anche nello stato che ospitiamo dove il suo massimo esponente si  dimette  per problemi non proprio chiari. Nei giorni precedenti tale decisione, le voci di feste pedo-pornografe erano all'ordine del giorno, ma appena avvenuta la dimissione e aperto il circo mediatico del conclave dei grandi elettori cardinalizi, l'opinione si è spostata verso il colore e/o la nazionalità del nuovo Papa. Quando finalmente il fumo è diventato bianco, ecco che il nuovo Papa torna ad impersonare il personaggio che tutti vorremmo come padre di famiglia: lui si presenta con molta tranquillità alimentando quella simpatia che negli anni il suo predecessore aveva annullato. Il suo parlato arriva a tutti, pur diffondendo il verbo difficile che vuole uguaglianza, fratellanza in epoche dove in molti muoiono in vista della terra promessa che è poi la costa meridionale dell'Europa e la Germania non vuole l'entrata europea delle popolazioni Bulgare e Rumene nelle loro città. Alla luce di questi avvenimenti non si presenta certo un 2014 solare anche se sarà compito nostro renderlo tale

  • 14 Novembre 2011

    Nei giorni scorsi scontri tra manifestanti e forze dell\'ordine hanno sancito la pochezza della nostra politica e di conseguenza delle Istituzioni emanate. Giovani, ragazzi e studenti anche se fomentati e strumentalizzati da altro sono stati caricati e massacrati di manganellate regalate senza tregua da celerini e gente in borghese che all\'improvviso indossa un casco e un manganello. Esistono, come sempre lo sono stati, infiltrati e provocatori che fanno degenerare una dimostrazione pacifica in guerriglia: ma le forze di POLIZIA sono tali ed esistono proprio per individuarli e separare il sano dal marcio. Inutile fare di tutta un\'erba un fascio perchè è palese che a farne le spese sono poveri cristi che tornano a casa con le ossa rotte senza saperne il motivo, mentre i provocatori faranno brindisi alla faccia di quei pochi celerini che sono riusciti a ferire. E' lo stesso scenario di tutte le domeniche agli stadi, tutti conoscono tutto, i provocatori, gli assassini, i cretini...inutile fare cariche su gente inerme con braccia alzate che ti urla addosso con la testa sanguinante "che ti ho fatto?? In Sardegna per ultimo, a difesa del ministro Passera, la celere ha caricato padri di famiglia che pur essendo esasperati per l'imminente perdita del posto di lavoro, erano a mani nude e, increduli hanno subito l'ennesima beffa nell'alzare gli occhi, pesti di sangue, per guardare il ministro messo in sicurezza su un elicottero, per scappare ai tafferugli provocati dai soliti noti. Si ma chi sono questi soliti noti?

  • 12 Novembre 2011

    apicella berlusconi 192x144Hanno ragione gli inglesi per il Sig. Silvio Berlusconi, il 13 porta male, e lui deve far fagotto il 12 Novembre 2011, negoziando non si sa perchè e con quali armi in mano, le dimissioni a favore di una ‚Äúpresenza‚Äù del factotum Letta nel prossimo governo. A parole, almeno, qualcuno che si preoccupa delle sorti nazionali, tantè che proprio Letta comunica la sua decisione al Sig. Napoletano di potersi far da parte a soluzione della crisi di governo. Solo ieri sera in tarda serata, ecco le dimissioni del premier, condite dalla sua incomprensione per gli insulti che arrivano dalla strada, sia da piazza Colonna che da fuori palazzo Grazioli: gli urli DIMISSIONI DIMISSIONI, DIMETTITI, BUFFONE sono l‚Äôepilogo incruento che avrebbero desiderato sia BENALI, che MUBARACK che il suo amico fraterno GHEDDAFY, e lui si lamenta. Andando indietro nel suo operato cosa imputargli?

    In primis la sottovalutazione della crisi economica mondiale che ha ci ha condotto a operare scelte improvvisate per contenere un deficit nazionale da record dell’orrore.

    In secundis il suo modo d far politica, anzi di comprarla fatta di affermazioni forti che se, e quando trovavano indignazione venivano regolarmente negate con la tipica frase che è stata abbracciata da tutti i ministri del suo governo: sono stato frainteso

    In terzis il coinvolgimento nazionale che ha fatto delle sue faccende personali: per mesi si è parlato altro che di congettine, soubrette, escort; al di là dell'oceano un presidente con attributi a grappoli, tal Bill per molto meno (presunte tracce organiche su un maglione) è stato messo alla gogna mediatica sia dai suoi che dal mondo intero. Da dire che il suo ruolo principale, quello che forse nessuno ricorda, lo faceva e continua a farlo bene: in Italia e nel mondo pochi gli imprenditori come lui. Certo quando per far l‚Äôimprenditore si elargiscono favori a destra e manca, ci si iscrive a logge, si chiede sostegno a un governo craxiano, diventa tutto un po  più semplice: la sua forza era, ed è, infatti la capacità di mettere insieme il diavolo e l'acqua santa, qualità invece che a sinistra manca, è mancata sia per cultura che per sufficienza nell'osservare gli orizzonti previsti. A ricordo di questo suo comportamento, eccolo che in anni lontani  da un certo Fini che dà il benservito agli squadristi e si propone come addirittura candidato al Campidoglio, che dire poi di Bossi che insieme a lui riesce a ad essere l'ago della bilancia governativa: certo quando paghi un mercenario devi sempre esser sicuro di potergli assicurare un salario più alto almeno di un soldo della concorrenza, altrimenti diventa un traditore, e serve a nulla poi guardarlo in faccia alle votazioni.</p>\n<p>Sono preoccupato per il nostro futuro e per ciò che assisteremo con il governo Monti, ma contento della caduta del governo fosse altro per evitare di ascoltare sproloqui di gente deputata a rappresentarlo come Santanchè, Larussa, Bocchino, Gasparri, e perdonatemi se non ricordo altri nomi ma non seguo molto le fiction e programmi mediaset del sabato sera.

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