Costume

  • Sono sempre migliori

    Mariastella GelminiNon sono stato  tempestivo e solo adesso riesco a scrivere di Mario Monicelli e della sua scomparsa. Di lui ho ammirato le sue creazioni, la sua semplicità nel descrivere personaggi e situazioni della nostra Italia passata e presente. Sono rimasto stupito dal modo in cui ha scelto di togliere le tende: un personaggio che come si dice a Roma se la cantava e se la suonava, com'è giusto che fosse, ha deciso a 95 anni che era l'ora di dire basta. Un coraggio del genere per me denota una vita costellata da scelte più difficili intraprese in mille campi, professionali e non solo: un grande. Colui che dalla vita avrà avuto se non tutto molto, delinea forse il suo massimo traguardo di onnipotenza scegliendo il momento esatto della sua fine, chissa cosa avrà pensato nel farlo.
    Concedetemi a questo punto il luogo comune di circostanza: "sono sempre i migliori che se ne vanno". In questi giorni in Italia si vive il subbuglio creato da personaggi che si dicono politici. L'università tramite gli addetti ai lavori prima, professori assistenti precari in genere, e gli studenti poi protestano contro la riforma voluta dal ministro Gelmini che solo la settimana scorsa (non prima di incidenti tra universitari e poliiza) affermava di ritirare la sua proposta di legge se la stessa fosse stata toccata ancora. Sembrava una resa invece era un ultimatum politico rivolto alle forze in campo: o la riforma o casca il governo con tutto il cocuzzaro. Pochi minuti fa nei TG si leggono i titoli che danno la riforma approvata, mi chiedo come reagirà l'italia che si occupa dello studio. Ricordiamo che gli studenti di ogggi saranno la nostra classe politica di domani, loro e i loro insegnati sono e saranno i personaggi che disegneranno il nostro futuro oltre che il loro.

  • San Giuseppe 2013

    IL PAPÀ DEL RUGBISTA
    E’ quello convinto che suo figlio, sarà la prima terza linea sarda che giocherà in nazionale.
    simoneTutto sudato. Con la macchina fotografica a tracolla. Tenace. Si sposta da una parte all’altra. Seguendo la linea di bordo campo. Così come si muove il gioco.Quello che non si stanca mai di chiedere al figlio, quando oramai si è arrivati al campo, se si è ricordato di prendere il paradenti.

    Che le prime volte, non aveva capito che il terzo, non è un tempo giocato. Ma che bisogna comunque essere ben allenati.

    E non beveva mai birra. Neanche con la pizza.

    Quello che non aveva mai visto due squadre abbracciarsi a fine partita.


    La squadra di suo figlio e gli avversari.

    Quelli, adesso sa, con i quali si gioca con e non contro.

    Che le regole di gioco le ha quasi messe a fuoco, anche se ancora non capisce bene quando e perché, l’arbitro fischia la punizione.

    E ha imparato a tenere pronti nel cofano, un bel paio di stivali. Sì, perché non sempre i campi da rugby, drenano bene l’acqua piovana.

    Gli piace fare foto. Con la scusa di farne al figlio. Diventa poi, il fotografo ufficiale della squadra. Così, come capita un po’ a tutti.

    Si inizia ad accompagnare il proprio figlio e si diventa padri anche di tutti gli altri.

    Così nascono i dirigenti. Così, perché si è padri. E questo vale anche per le madri.

    Già perché la mamma del rugbista, spesso è più tifosa del marito. E il giorno della partita molla tutto. Quando il papà sale in auto la trova già seduta. Pronta. Colorata con i colori della squadra. Che non vede l’ora.

    Anche se la sera prima è andata a letto molto tardi. Preparando la roba per tutti.

    Il papà del rugbista è diverso dagli altri.

    Perché i papà non sono tutti uguali. Alcuni altri, urlano, sbraitano. Non stanno fermi. Imprecano verso l’arbitro. Verso l’altra squadra.

    Lui, no. Lui ha imparato. Ad accettare quel che il campo stabilisce. Senza commentare più di tanto.

    Agli inizi era dura. Poi, ha capito. Partita dopo partita.

    Ha capito che questo non è solo uno sport. Che quanto imparano i ragazzi, servirà loro per sempre. La correttezza. L’educazione. Lo stimolo per fare ogni volta meglio della volta precedente. Ammettendo senza scuse, le proprie responsabilità.

    E questo dipende principalmente dal comportamento di chi sta intorno a questi figli.

    Dipende dagli allenatori. Primi educatori. Riferimenti importanti nella giovane età.

    E dipende dai padri. Dalle madri. Dagli amici. Dall’ambiente che li circonda.

    Il papà del rugbista ha uno solo cruccio che è quello di non aver mai giocato.

    E adesso è troppo tardi.

    Si, potrebbe provare in una squadra di old. Ma te lo vedi uno che per una volta che ha provato per dieci minuti due passaggi in campo, ha vinto la coppa: “un consiglio: cambia sport!” ? 

  • Questa FIR

    Si legge, devo dire molto tra le righe, che la federazione ha annullato i vertici delle Under nazionali più importanti la 20 e la 18. In corso d'opera, ricordo il campionato FIRA ancora in pieno svolgimento, è stato dato il benservito al Sig. GHINI (ma non si parla del factotum TROIANI), e il Sig GRAIG GREEN, colpevoli delle magre figure rimediate nei campionati di categoria. La stessa Federazione mal ricorda che prima i canoni per la scelta dei giocatiori erano fisici in termini di centimetri, a oggi bisogna giocare in eccellenza per poter essere convocato: forse sin qui nessun dubbio, la domanda che circola nella mia mente da mesi, è per quale motivo la FIR stessa ha annullato un campionato di estremo livello come quello UNDER20 della passata stagione dal quale si sono prodotti numerosi atleti che adesso ricoprono ruoli in importanti competizioni. Incolpare due tecnici adesso ha poco valore, ha valore invece aver sperperato un patrimonio umano così importante tanto da rendere ancora più avvilente la vista televisiva delle disfatte degli "azzurrini"

  • Promozione

    URCiDSC 6021DSC 6021DSC 6021Ieri nella caserma Gelsomini di roma, le Fiamme Oro vincono la partita di ritorno dei play off del campionato di serie A battendo la Capitolina con migliore differenza punti ripetto la partita dell'andata. Meritato il risultato anche se il divario era fortemente compromesso già alla notizia dell'incontro di spareggio: nelle Fiamme Oro militano professionisti arruolati nei ranghi dei migliori giocatori italiani non professionisti, mentre nella Capitolina militano ragazzini che sanno tanto di rugby ma non vedono una lira una. Infatti questa è la realtà migliore da vedere nel rugby italico, gestire una ottima squadra, un ottimo vivaio, degli ottimi tecnici senza spreco di denaro verso atletismi esteri: la dimostrazione sta nel fatto che la squadra viene ripescata in serie A e in un anno di lavoro insieme a un tecnico, che finalmente così  si può  chiamare (tale Cococcetta), arrivano alle semifinali di play off, con un manipolo appunto di ragazzini cresciuti nei vivai e cullati come campioni nostrani. Questa è la differenza che la FIR non guarda, permettendo franchigie, campionati, tecnici con traduttore simultaneo, e pochezza da record. Un'altra cosa che è permessa dalla FIR è proprio la compagine delle Fiamme Oro: bene due o tre considerazioni: gli atleti vengono arruolati per concorso pubblico per titoli: diploma, e referenze da Federazione, cioè aver partecipato a squadre nazionali: alcuni dei giocatori vincitori del concorso non sono diplomati, e non hanno mai partecipato a semplici raduni nazionali: come fa una compagine pagata con i soldi dei contribuenti a fregiarsi di altri sponsor privati sulle maglie? Come mai la FIR permette che il loro campo da gioco non abbia la recinzione attorno allo stesso? L'arbitro come fa a controllare le persone presenti sul campo da gioco se lo stesso è un tutt'uno con gli spalti, la caserma, la palestra e il via vai del parcheggio degli automezzi di sicurezza pubblica? Ora che le Fiamme Oro sono in finale scudetto, dovranno per forza apportare qualche variante al loro gioco e alla loro formazione: la sofferenza del loro pacchetto di mischia nei confronti dei ragazzini dell'URC  è stato sotto l'occhio di tutti, ed è inammissibile e fuori luogo sperare l'Eccellenza

  • Presidente del Consiglio

    Scritto da Pino'ZCategoria: Rugby  Visite: 2500

    La notizia di Domenica 13 Dicembre 2009 è: Berlusconi è stato colpito, al termine di un suo comizio, da un corpo  di pietra(leggi marmo) scagliato  da una persona individuata come sofferente di malattie mentali e come tale curato negli anni passati. Ora è chiaro che possa dispiacere il gesto e il dolore rivolto all'uomo, ma con tutte i veleni degli ultimi giorni poteva essere previsto. I veleni bipartisan hanno affondato più di un personaggio passando da escort a trans, da Bocchino a Annozero, e forse nessuno pensava o meglio credeva di poter tornare alla politica vecchia maniera dove i concetti a volte di fissavano con qualche pugno messo a segno su arcate sopraciliari o labbri gonfi. Adesso si dirà che la sinistra oltre a essere mentecatta è anche violenta e tutto cio certo non gioca a favore della stessa quindi non è chiaramente lei la beneficiaria del gesto. Cosa sia passato di testa al cristo quarantaduenne nessuno lo saprà mai, certo che il battaglione di scorta ha finito la propria carriera e adesso penso sia in attesa   gli sia affidata un incrocio dove regolamentare il traffico: con i mezzi e le forze a loro disposizione certo non meritano null'altro. Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio dei Ministri, mi auguro che lui per primo, in quanto vittima e cristiano dichiarato, smetta le campagne contro le istituzioni, le persone, e si dedichi a tempo pieno alle sue attività imprenditoriali.
  • Petrarca vs Capitolina U23. 36 - 7

    DSC 7507A Prato ieri si è celebrata una delle semifinali del Campionato Nazionale di rugby categoria Under23: Petrarca PD vs UnioneRugbyCapitolina. La giornata non comincia subito per il verso giusto, subendo una lunga fila di traffico sull’autostrada; si prosegue improvvisando un frugale pasto per recuperare i tempi. I ragazzi si dicono motivati, pronti a dare il massimo, e a buttare il cuore oltre la linea di meta. Allo stadio Chersoni, sede della società Cavalieri di Prato, sugli spalti i tifosi cominciano a fondersi nei dialetti più disparati com’è d’uso in queste occasioni. Intanto gli atleti entrano in campo per il consueto riscaldamento che data la temperatura primaverile sembra quasi non servire. Vedo nei loro occhi la giusta espressione per affrontare una sfida che si presenta più difficile del previsto vista la presenza nella compagine avversaria di giocatori fuori età, appartenenti alla loro prima squadra che milita nella massima divisione, e probabilmente professionisti….ma niente ci fa. I ragazzi spronati dal loro allenatore Damiano, entrano in campo pronti a ribaltare l’impossibile. Nei primi minuti di gioco i capitolini vanno a meta con la classica azione alla mano che porta la palla da un lato all’altro del campo   per essere schiacciata a meta tra l’incredulità degli avversari e dei loro tifosi.

    In seguito all’episodio descritto avviene la svolta della partita che determinerà il verdetto finale: nel giro di pochi minuti si infortunano seriamente due atleti della Capitolina con ruoli determinanti all’organico. Le sostituzioni sono pronte ma nei ragazzi aleggia un minimo di sconcerto tanto si faceva affidamento a quelle persone. Gli avversari cominciano a fare dei loro punti di forza la leva che li porterà e segnare prima la meta del pareggio e poi quella del sorpasso.

    In campo la lealtà e il ritmo delle grandi occasioni, gli avversari molto più dei nostri abituati ad affrontare partite ad alto livello. Il punteggio rimane fermo per un lungo periodo di tempo a cavallo dei due tempi. Gli avversari premono sempre sia sulle mischie avanzanti che sulle rimesse laterali dove l’esperienza e la prestanza fisica fanno la differenza.

    La panchina romana assottigliata dalle sostituzioni per infortunio, può solo offrire freschezza nel reparto della mischia, così avviene e la situazione migliora un po’ ma alla lunga la stanchezza accumulata nei due tempi di oltre 43 minuti cadauno, fa crollare le difese capitoline complice anche un’interpretazione arbitrale dubbia che porta a una espulsione temporanea di un atleta romano nei dieci minuti finali dell’incontro.

    Qui l’altra svolta dell’incontro dove il Petrarca conscio dei suoi mezzi e della superiorità numerica, segna altre tre mete in rapida successione segnando di fatto la fine delle velleità.

    Complimenti alle compagine viste, in particolare ai nostri in quanto veri Under23. Spero che il futuro riservi loro le gioie che meritano avendoci fatto vedere di cosa sono capaci. Complimenti allo staff che ha accompagnato i ragazzi nel cammino di questo campionato a dispetto delle numerose problematiche incontrate. Uno staff che prima di essere dirigenziale si è preoccupato, riuscendoci appieno, di fondersi nello spogliatoio diventando il sedicesimo giocatore in campo… complimenti davvero.

    Il mio personale rammarico è di non aver visto una partita ad armi pari, e se da una parte è giusta la scelta Capitolina di far giocare gli atleti che hanno guadagnato la semifinale, dall’altra agli avversari poco importa questo “dettaglio”.

    Per la prossima stagione spero in una scelta federale migliore e a più ampio raggio (cercando di coinvolgere/obbligare più squadre a partecipare) che tuteli questi “ragazzi” nella costruzione del serbatoio umano che serve da supporto alle squadre di categoria maggiore, del resto il compito federativo è questo no? Mah…

  • Ovale sabbioso

    DSC 8073Sabato si è celebrata la sagra estiva rugbystica a Alba Adriatica, cittadina abruzzese che sulla sua spiaggia ospita da anni la finale nazionale del torneo di beach rugby. A questo torneo possono aderire tutte le squadre iscritte alle varie tappe con una lista “aperta” dove i giocatori possono addirittura ruotare tra le squadre stesse.  Le prime sei squadre che avranno racimolato più punti hanno appunto diritto alla finale. Per racimolare punti si disputano in giro per lo stivale delle tappe alle quali partecipano più squadre a seconda della realtà geografica. In finale quest’anno erano presenti squadre romane, partenopee, pugliesi e patavine. La finale come ormai d’abitudine, se l’è aggiudicata la squadra dei PESSIMI che vincono in pratica da quando è stato istituito questo torneo balneare, sette anni!!  I Pessimi sono l’espressione di giocatori della Lazio, che milita in Eccellenza,  con pochi inserti, due, di altre squadre capitoline. Le altre squadre offrono le maglie a giocatori dell’area serie A – B e la differenza si conta nello score del cammino PESSIMO. Oltre il rugby che è marginale, l’atmosfera che ruota attorno la manifestazione è fatta di goliardia, divertimento e amicizia, diciamo un immenso terzo tempo interrotto a volte dalle partite della durata di 10 minuti. Il ritmo è incessante,   quest’anno il torneo si svolge in una sola giornata, tra tornei maschili e femminili, il caldo esagerato, il mare vicino è la giusta meta per rinfrescarsi tra un incontro e l’altro.  Intanto le alte  sfere del rugby canonico stanno cucendo il panorama che potrebbe sembrare lacerato: avevamo lasciato

    • il Prato in difetto nei confronti di Federazione e giocatori e lo troviamo senza giocatori ma riabilitato nei confronti della Federazione,
    •  i Crociati cancellati con in ballo una nuova realtà parmense oltre alla già esistente realtà federativa delle ZEBRE   
    • Il Rovigo che dopo anni di digiuno vuol fare la parte del leone acquistando giocatori e tecnici da mezza Italia (leggi Prato), compreso il disoccupato, a seguito infortunio,  Mirko Bergamasco nazionale.
    • Si continua a parlare di controllo dei bilanci, ma chi li fa? A mio parere qualche grosso squilibrio esiste nell’amministrazione di questi team: come fa Rovigo, Parma? L’Aquila storica realtà retrocessa in A1 (debiti), la Capitolina con  giocatori dilettanti e le FiammeOro che grazie all’ennesimo concorso annuo arruolano in Polizia altri giocatori…  mantenuti con le nostre tasse. Non si può non parlare di squilibri imposti ed accettati gia dalla Federazione, che forse per contenerli, decide di ridurre le squadre del massimo campionato prossimo, già ma questo riusciremo e terminarlo? (e deve ancora iniziare!!).
  • Ovale a Maggio 2013

     Visite: 2183

    clicca-qui1A questo punto della stagione si aspetta il sole, il bel tempo e soprattutto, si redige un reso conto delle attività svolte durante i mesi freddi. Parlando poi di uno sport come quello della palla ovale questi sono gli ultimi attimi di gioco, per chi chiaramente milita in squadre di blasone...per gli altri purtroppo la stagione si è già conclusa qualche settimana fa. Andiamo per ordine:

    1. Nella massima serie il Prato contenderà lo scudetto al Mogliano; le squadre si sono imposte in pochi anni come  giovani realtà supportate da   società che evidentemente hanno tracciato delle linee guida inequivocabili, per altro rispettate da i loro organici
    2. Nelle serie A lo scontro dei playoff è tra Piacenza e URC  e tra Valpolicella e Recco. Qui qualche nodo viene al pettine: la prima coppia quest'anno ha  giàdisputato  tre incontri, e mentre nei primi due il divario di punteggio è stato esiguo, nell'ultimo incontro valevole per la semifinale la squadra romana si è imposta con ben trenta punti di distacco che nella gara di ritorno avranno il loro peso.                                                                                                                                        Finalmente in casa romana si è visto un bel gioco, una bella mischia, una touche da dimenticare oltre ai 25 punti di mr Bocchino. Questa è forse la vera forza di questa compagnine, tutti (quasi tutti ndr)rigorosamente dilettanti, tutti provenienti da esperienze importanti, tutti che creano in campo una folla di non meno 60 persone ad allenamento.             Qui il nodo societario....ammessa per assurdo e con i dovuti scongiuri la promozione Eccellente, come pensa la società a sopperire al gap naturale con i PROF? I ragazzi crescono a bistecche, si vedono poche proteine  ma l'eccellenza vuole almeno  5 allenamenti e una formazione da culturista che richiede proprio e purtroppo il professionismo.                           A questo punto se si volesse rimanere puri e' assurdo rischiare nulla per non rivivere l'esperienza vissuta dai ragazzi della Under23 che si sono scontrati in semifinale nazionale con il Petrarca Padova dove oltre agli under23 limitavano 5 Over27 della prima squadra , leggi PROF Eccellenza. Sarà curioso vedere gli sviluppi della vicenda, cosa decideranno di fare nella stanza ovale?
    3. In serie B nel girone4 passa il Benevento e il Gransasso  uniche squadre che sanno cosa serve per avere risultati: soldi, investimenti, tecnici, staff medico: per gli altri purtroppo solo apparizioni a coronare le squadre che hanno fatto (o meglio hanno cercato di farlo) un piccolo passo in avanti, leggi Reggio Calabria, Colleferro. Si purtroppo non si parla di atleti, ma con i soldi si scelgono i giocatori, che i vivai non riescono a produrre, validi nei ruoli chiave.                  Il Frascati tarda in classifica lasciando a casa un primo ed improbabile tecnico per affidare il "Frascati pacco" a Mr Micio (Luciano Bronzini) che per lo meno ha l'onore di portare in salvezza la squadra. La società con le sue ambite costruzioni?? Per il momento tanta pubblicità, un consigliere nel Comitato Regionale( Sig. Bruno Formicola) e un nuovo direttore sportivo (Sig. P. Gentile per promuovere il rugby a 13 nazionale)  e ragazzi che pagano per divertirsi a giocare...i presupposti sembravano altri. 
  • Oggi Scozia, domani Renzi

    Eccoci a poche ore dalla partita del 6 Nazioni contro la Scozia, squadra da antiche tradizioni, di indubbio valore,  anche se negli ultimi tempi non riesce a "quagliare risultati". La sfida è aperta a ogni pronostico dove da parte italica si inneggia alla solita crescita dei giovani accompagnati dai CAP stellari di Parisse e Castrogiovanni, mentre la riva con il Kilt ricorda gli schiaffoni regalati lo scorso anno e quell'eliminazione dall'ultimo mondiale.

    La festa sarà sicuramente assicurata dalla sfida che i media si impongono per riempire lo stadio che fu olimpico, per dimostrare che il movimento rugby è in forte progresso, dimenticando  realtà sul territorio ben diverse. Si parla, anzi non si parla a chiare lettere, del prossimo futuro europeo per i giocatori votati alle massime serie, quidi non si conosce futuro per Benetton e Zebre e sembra che i loro giocatori scappino dal controllo federale per confluire in ricche compagini franco-inglesi. In Italia si aspetta la decisione della Federazione per poter confezionare un campionato con o senza la Benetton che dovrebbe rientrare in caso di esclusione europea...insomma le solite situazioni senza pianificazione.

    Anche in campo politico si verifica quello che è e sarà il modello Italia. Si fa finta di cambiare per proporre nuove facce che in realtà altro nn fanno che avvallare sempre più il vecchio, meglio se marcio. Ecco quindi che si fa cadere un governo, propornendone un altro che avrà, si dice, lo stesso supporto parlamentare...ma allora che lo si è fatto cadere a fare?? Si parla di tutto ciò che fa riempire i giornali, ma del problema vero e sacrosanto che ci attanaglia la gola ormai da anni, non se parla, o medgio non si prospettano proposte valide alla soluzione: il lavoro viene trattato alla stessa stregua della riforma parlamentare, dei servizi sociali per Silvio, delle maggiorqanze di corrente da realizzare. 

    Penso che al popolo, quello che fa davvero la nazione, interessa solo e solamente poter vivere dignitosamente, avendo un lavoro che gli permetta di far crescere i figli e la famiglia pagando le giuste tasse che serviranno per assicurarsi i propri servizi sociali. Tutto il resto serve solo a creare malcontento, sfiducia, scarsa coscienza sociale e la configurazione di un leader al quale credere, sfiorando anche l'idea che "quando c'era lui" tutti si lavorava, le città erano pulite, eravamo colonizzatori etc etc.

  • Neve a Roma

    Stanotte a Roma è nevicato foss'altro per poter permettere lo show al nostro Sindaco. Il suo spettacolo era gia iniziato nei giorni scorsi fermando le lezioni ma non le scuole, è proseguito con l'eccezionalità dell'evento, si è smarrito con lo "statevene a casa", per poi arrivare (nelle ore in cui scrivo) a dare la colpa prima alla Protezione Civile, poi al servizio meteo, e anche alla Provincia. Certo tutti sanno che a Roma nevica mai, ma una volta che siamo in allerta ma vuoi preoccuparti di mettere le catene ai bus pubblici? Vuoi preoccuparti di spargere il sale (anche se non so bene con quale mezzo) e soprattutto allerta mezzi e uomini all'emergenza fosse anche l'esercito con i suoi mezzi. Invece tutto ciò non è accaduto, 12 uscite del GRA chiuse (su 31), stamane mezzi pubblici nessuno, approvigionamenti zero, strade da day after con imbecilli che girano con la macchina solo per usare le catene consigliate dal sindaco; per i trasporti. In questo calderone emerge un valore forse dimenticato, il divertirsi per strada, passeggiare padroni delle strade, i bambini felici e rossi come mai, le mamme tranquille giocano e confezionano palle di neve. Certo è poco, oggi è sabato e sembra che nella regia massima qualcuno abbia voluto graziare questa città, le stesse esperienze in mezzo la settimana in giornate feriali sarebbe state un inferno da evitare...Alemanno ancora fortunato!!!

  • Milano Cortina 2K26

    brignoneIl 2026 passerà alla storia anche per degli eventi che alleggeriscono il cuore in un ambiente politico sociale veramente difficile. Infatti siamo ormai alle giornate finali di un’Olimpiade invernale che ha celebrato e sta celebrando gli sport “freddi” e i loro interpreti. Non mi voglio dilungare nelle imprese sportive, quelle faranno parte degli annali di cui le federazioni si fregeranno; vorrei soffermarmi su un paio di episodi che mi hanno veramente colpito sino alla commozione. Una nostra atleta, da anni sulle piste di velocità si presentava a queste olimpiadi all’indomani di un grave incidente subito sempre su un campo di gara. Sto parlando di Federica Brignone che ha stravinto la sua specialità e ha trovato ad accoglierla al traguardo le sue dirette avversarie che per omaggiarle hanno pensato bene di inginocchiarsi per festeggiarla: un gesto veramente olimpico.

     

    regina martinez messicana ultimaAltra persona e altro episodio che passerà alla storia, la partecipazione di una gara di sci di fondo da parte di un’atleta messicana che arriva al traguardo con caparbietà collezionando 11 minuti di distacco. Anche qui le sue colleghe ed avversarie l’hanno omaggiata al suo arrivo. Vorrei anche che si ricordasse che quel ritardo non è stato dovuto a sua imperizia o incapacità, ma prorpio come dicevo prima alla sua tenace convinzione di partecipare alle olimpiadi, e di certo deve esserle costato un bel po', visto la sua attività che nella vita di tuti i giorni la vede impegnata in turni, anche notturni, in pronto soccorso. 

    Qui due esempi di

  • Mamma scrive

    manonnaQuando quella estate del 1933, mi imbarcai dalla Sicilia, dove sono nata, insieme ai miei genitori e ai miei due fratelli, su una grannde nave passeggeri piena di persone che salutavano, agitando le braccia, i parenti ed amici che piano piano si facevano sempre più piccoli sul molo, mi sembrava di partire per una meravigliosa avventura. Non potevo sapere che quella avventura sarebbe durata quasi quaranta anni, e che la mia vita sarebbe stata segnata per sempre da quell'inatteso viaggio in mare. Eravamo diretti in Libia, italiana ormai da più di venti anni, dove mio padre, che era operaio edile, era stato chiamato per lavoro da un conoscente che aveva avviato lì una ditta di costruzioni. La nostra casa si trovava ad Ain Zara, un paese ad una decina di chilometri da Tripoli, circondato da un'arida campagna. Le condizioni di vita in generale non erano delle più rosee: nonostante fossimo abituati al clima della Sicilia, alcune volte la calura sembrava veramente insopportabile e per andare a scuola ed al catechismo dovevamo percorrere a piedi lunghe distanze attraverso viottoli sconnessi. Nonostante tutto, però, io e i miei fratelli ci siamo ambientati abbastanza velocemente e abbiamo stretto subito amicizia con i figli delle altre famiglie di italiani trasferitisi lì come noi. I contatti con le famiglie arabe del posto, in realtà, erano per noi bambini praticamente inesistenti, anche se ricordo vagamente che, quando accompagnavo mia madre a comprare le uova fresche da una donna araba che abitava in una zeriba (come si chiamavano i gruppi di casupole arabe), mi colpiva la gentilezza ed il rispetto con cui si rivolgeva a noi. Mentre, durante quelle brevi visite, mia madre mi teneva sempre vicino a sè, tutt'intorno i ragazzini del posto correvano qua e là scalzi e mi sbirciavano, forse incuriositi delle differenze che notavano nei miei vestitini. Mio padre invece, nelle sue giornate di lavoro, trascorse a fianco anche di operai arabi del posto, imparò pian piano a conoscerne il modo di fare ed alcune abitudini, come quella, per esempio (come raccontava la sera, mentre eravamo a cena) di prepararsi inderogabilmente il tè, a certe ore prestabilite, ed in tutte le condizioni, anche nei momenti della costruzione in corso che potevano apparire meno opportuni. Quando, con mia madre, andavamo a Tripoli per qualche commissione, la cosa che più mi piaceva era il Suk el Turk, tradizionale bazar arabo dove, in mezzo ad una confusione indescrivibile, era esposta merce di ogni genere, oltre a tappeti di pregio, oggetti d'ebano, ed anche preziosi pezzi d'argento che venivano lavorati sul posto e che luccicavano sotto il sole.

    In Libia sono cresciuta: terminate le scuole elementari, mia madre mi ha subito indirizzato presso il laboratorio di una sarta molto rinomata tra le signore italiane di Tripoli. E'stato sotto la sua guida che ho conseguito una certa pratica, come dimostra il fatto che (ancora lo ricordo con una certa apprensione) mi venne presto affidato il compito, alquanto impegnativo, di effettuare un taglio godet sull'orlo di un abito indossato da una cliente di riguardo. Quel taglio godet riuscì perfetto e quello fu il mio vero battesimo del fuoco come sarta.

    A Tripoli ho conosciuto anche mio marito, siciliano come me, che ho sposato lì all'età di ventiquattro anni e con il quale ho avuto tre figli, condividendo cinquanta anni della mia vita. Era un bravissimo meccanico motorista ed il suo lavoro lo portava spesso lontano dalla famiglia, anche per alcuni mesi, quando, in mezzo al deserto, doveva provvedere alla manutenzione dei macchinari usati per le escavazioni petrolifere. Quelli non erano per me momenti facili: rimanevo sola con i bambini, ma cercavo sempre di organizzarmi al meglio e di farmi coraggio. Quando la mia secondogenita si ammalò di una brutta e ostinata tosse convulsa, la portavo a respirare l'aria marina passeggiando avanti e indietro lungo quel magnifico lungomare di Tripoli, disseminato di palme, che, se chiudo gli occhi, mi sembra ancora di vedere. La vita scorreva per noi tutto sommato tranquilla, quando, verso la fine degli anni sessanta, tutto cominciò a peggiorare. Con l'avvento del regime del colonnello Gheddafi, nacquero infatti, per noi italiani, problemi di vario genere: difficoltà lavorative, sfratti dalle case popolari che abitavamo, una situazione generale di isolamento. Come tutti i nostri connazionali anche noi venimmo alla fine espulsi da quel Paese, che avevamo ormai imparato ad amare e che, nel bene e nel male, avevamo anche contribuito a migliorare, ma nel quale eravamo ormai considerati solo come ospiti abusivi.

    L'undici settembre del 1970 ci imbarcammo su un aereo diretto in Italia con un solo bagaglio ammesso di 20 chili a testa

  • LUISS vs BOCCONI

    In Inghilterra si chiama VARCITY MACHT, e vede impegante le squadre delle università di Oxford e Cambridge in un macht che si ripete dal lontano 1872. In Italia due università, LUISS e Bocconi, tentano di ricreare la stessa tradizione arrivando quest'anno alla quarta edizione del macht. Sabato mattina al centro sportivo del CusRoma le due formazioni scenderanno in campo davanti a un folto pubblico, lo stesso che  più tardi parteciperà allo stadio Olimpico all'ultima partita del torneo delle 6nazioni: Italia- Scozia. Non ci è dato modo di conoscere i quattro incontri precedenti come sono finiti, ci auguriamo solo una giornata di sano rugby.

  • Ligabue al PalaEUR

    liga2Venerdì sera PALOTTOMATICA cioè l'antico Palaeur: ore 21.00 concerto di LIGABUE. Dopo molti anni rientro nel palazzetto ad ascoltare musica. Ascoltare è un verbo che comunque non ricopia il suono diffuso: il cemento anni addietro come ieri sera non aiuta i concerti. Lo spettacolo inizia puntuale con l'ingresso del LIGA con movenze da piacione ben interpretate. Appena dopo la presentazione ecco che si alza il sipario e iniziano 140 minuti di musica ai massimi livelli. Lo spettacolo interpretato è ottimo, il pubblico spazia da giovani di primo pelo a 40enni che in veste ormai di genitori accompagnano i figli partecipando al concerto come se fossero a un 1° MAggio degli anni lontani... Mi ha impressionato come l'intrepretazione di un brano possa modificare così sostanzialmente una canzone. E' il caso di EPPURA SOFFIA del compianto Pierangelo Bertoli: la versione strumentale di LIGA è superba, e anche se i giovani non capiscono, l'emozione è alta come alta è la classe espressa sia dalle parole che dalle note musicate dai quattro interpreti sul palco. Lo spettacolo non ha pause, l'emotività si scatena, i ragazzi urlano le canzoni appena dopo un solo accordo accennato, e il protagonista ormai consumato da anni di spettacoli sembra quasi non sudare su questo impegno tanto è per lui naturale condurre la scena con la sua musica fatta ormai di 20 anni di successi. Peccato l'amplificazione audio non ai massimi livelli, chi non lo conosceva a fondo non ha potuto certo godere delle sue poesie cantate accompagnate da orchestranti magici.

  • Inizia il 2026

    2026

    È passato ormai un mese dall’inizio dell’anno, e devo dire che questi ultimi mesi sono passati con tutta la loro durezza.
    Lasciando il piano personale, l’aspetto che più preoccupa è la violenza ormai sdoganata in tutti i settori e a tutti i livelli. Sotto il profilo bellico assistiamo tutti inermi al prosieguo delle bombe in Ukraina, Gaza tutti la vogliono ma nessuno se ne cura, in Venezuela sparisce il presidente, in Iran altre prove di guerra…il comune denominatore è sempre quel buontempone dal ciuffo biondo di trump. Abituato da anni di affari (loschi?) a dare e promettere favori ribaltando il detto del giorno prima, lui vorrebbe parlare e mettere d’accordo il diavolo e cristo: vorrebbe, come vorrebbe il Nobel della pace, come vorrebbe mettere a tacere le opposizioni, chi gli rema contro…insomma un imprenditore padre/padrone d’altri tempi.
    La realtà è diversa, i popoli si sono evoluti, molti hanno studiato, e se mentre negli anni 40 loschi figuri facevano la loro comodo su un popolo di poveri e male istruiti, oggi l’aspetto è ben diverso. Non puoi fronteggiare manifestazioni di piazza sparando e uccidendo nella folla, non puoi con 25 Rambo calarti nella casa del presidente del Venezuela e portarlo in prigioni USA, insomma non puoi più fare il bullo.
    E tant’è che adesso il bullo deve fronteggiare un’altra cosuccia, fatta negli anni passati con un suo amico di merende che guarda un po' è morto in prigione mentre il pupo biondo diventa presidente per la seconda volta. In questa cosuccia si parla di sesso con minori e maggiori con incontri gestiti sembra per carpire segreti nazionali da rivendere a chissacchi e chissà a quale prezzo.

  • Inizia il 2015

    1995 Pino DanieleSi inizia il nuovo anno, e quasi al suo inizio esplode la notizia della morte di Pino Daniele. La notizia mi rimbomba nella testa ad aspettare la conferma dello scherzo di cattivo gusto, ma la notizia non arriva  Ogni telegiornale tira fuori le emozioni del momento, tanto è  stata improvvisa la mancanza dell'artista.  Con lui sono veramente cresciuto, mi ha accompagnato dai miei ventanni a oggi, anche se devo dire che lo preferivo prima maniera, con il tono arrabbiato, con i testi che richiamavano l'inglese di Forcella e non le partecipazioni a concerti con star internazionali che ci aveva regalato negli ultimi anni. La collaborazione con Trosi ha prodotto dei capolavori di cui tutti godiamo: stranamente tutti e due gli artisti si sono spenti per problemi cardiaci, in giovane età e al culmine della loro popolarità. Canzoni come Nero a metà, Ma che ho, Passi d'autore, Tutta 'nata storia, Schizzechea, Voglio di più;, Anna verrà, sono i brani che hanno segnato il mio cammino e il suo successo, e saranno impossibili da dimenticare

  • Il Pacifico non fa per noi

    fiji Il Pacifico non fa per noi Sabato pomeriggio si è celebrata la seconda puntata della saga dei test macht europei di rugby. All’Italia è toccata Isola FiJi nella quale confluiscono molti giocatori del campionato francese. I cugini d’oltralpe si sono scontrati con le Samoa: la conclusione di questi due incontri si può misurare non certo in punti ma in feriti e ferite lasciate sul campo. E’ notorio che il gioco praticato nelle isole del Pacifico è caratterizzato da comportamenti al limite del regolamento: quindi placcaggi alti e durissimi, fisici enormi, quintali di kg messi in mischia e in velocità fanno di queste formazioni delle macchine da guerra. Il conflitto con l’Italia le Isole Fiji lo hanno voluto perdere lasciando per oltre 20minuti la squadra senza un giocatore visto che questi si era impegnato in qualche azione da commando assassino. Solo quando hanno realmente capito l’avversario che avevano davanti, hanno giocato a pochi minuti dalla fine dell’incontro uno splendido rugby realizzando due mete sino a portarsi sotto breack 31-37 il punteggio finale… L’Italia certo non ha fatto una gran figura purtroppo: innanzi tutto a livello logistico, poi chiaramente a livello di gioco espresso da professionisti esclusivi. La “location” della manifestazione è stata scelta in Cremona, forse per dare l’impressione di avere lo stadio colmo, dove chiaramente non esiste un maxischermo che sarebbe servito al pubblico a passare il tempo e capire ciò che stava succedendo nei lunghi minuti di fermo partita in attesa che gli arbitri scegliessero, in base alla prova televisiva, la sanzione da prendere contro i fijiani troppo violenti anche per il rugby. Il gioco espresso non è quello che ci si aspetta da puri professionisti… Negli impatti ci si entrava con il freno a mano anche perché intimoriti, così la difesa si è nascosta in occasione di almeno due mete dove un fijiano ha attraversato il campo dalla propria difesa sino ad arrivare a meta, improponibile. In seconda fase possiamo anche dire che con un avversario del genere era perfettamente inutile cercare lo scontro fisico, forse impari, e giocare al largo dove ci si doveva imporre se non altro sotto un profilo professionale, invece niente…. Stessa sorte è toccata ai nostri amati cugini francesi: hanno affrontato un altro avversario “pacifico” le Samoa molto ma molto più titolate dei nostri avversari: anche i francesi hanno subito il gioco, la veemenza fisica e il rugby da questi avversari presi un po’ sotto gamba, in virtù anche dei sorrisetti che gli si rivolgono in fase di HAKA, per altro da loro vissuta come una sorta di comunione sacra. I Francesi vincono con buon margine ma non convincono il loro pubblico, e soprattutto i loro dirigenti federativi presenti nello stadio di Parigi delusi dallo spettacolo visto. Certo è che il rugby con il professionismo probabilmente non ci ha guadagnato molto: adesso tutte le squadre cercano gli equiparati, i rinnegati, i senza patria per poter mettere in campo giocatori di rilevanza e questo comporta che i dislivelli tra le squadre si appiattiscono e tutti possono battere tutti. Infatti al di la di chi è professionista da sempre ed è riuscito a far funzionare questa mentalità le altre compagini arrancano anche in confronto con avversari non proprio blasonati. Un esempio per tutti, in Italia mandiamo i nostri migliori affiliati, equiparati all’estero ignorando frotte di giovani, per poi fare queste figure: a chi serve? Anche a nome dei guadagni, basterebbe ignorare gli stranieri, far giocare in Eccellenza solo italiani che possano confluire in Nazionale e con i denari (leggi milioni€) avanzati alimentare il pagamento di tecnici questa volta si stranieri, quelli ben vengano a importare i loro credo e la loro esperienza nei nostri campetti!!

  • Il nostro BARACK

    La mattina è cominciata con la notizia di OBAMA vincitore. Tutto il mondo si è trovato con lui schierato immediatamente, cancellando commenti e proclami dei mesi passati. OBAMA adesso è per tutti il cambiamento, la persona che ci vuole per il momento che stiamo vivendo... Già ma sino a poche settimane fa i pareri erano lontani da queste affermazioni: lui rappresentava l'incerto, lo spauracchio dei black power al governo, gli afro che avanzano, il KKK che potrebbe riafforare. Perfino il nostro premier, da sempre a sua detta amico fraterno del Bush e dei repubbliani tutti, sembra aver invertito la rotta verso un altro amore fraterno per OBAMA. Insomma penso che persone come lui ne esistano poche: un uomo che fa scendere la gente in piazza a festeggiare, un uomo che unisce il diavolo e l'acqua santa...benvenga!! In quest'epoca dove tutto deve andare daccordo con tutti, dove i professori spingono e giustificano gli studenti a fare sciopero, dove gli studenti vengono accompagnati alle manifestazioni dai genitori vestiti con abiti griffati, dove l'opposizione è stata cancellata da se stessa, dove si può dire tutto tanto basta poi smentire, beh accettiamo BARAcK come se fosse il messia, almeno qualcosa di nuovo sarà costretto a fare, se non altro ricordarsi dei diseredati, e almeno lui che lo faccia!

  • Ho visto Maradona

    Dieghito

    Ricordo il suo periodo "italiano" quando segnava gol di difficile immaginazione per i comuni mortali, quando in disappunto con il mister Sig Bigon, si rifiutò di partire con la squadra per Mosca, credo, per poi raggiungerla a bordo di un jet privato e guarda un pò la squadra vince proprio per un gol del Dieghito nazionale. 

    Certo quando sopraggiunge la morte, siamo portati a dimenticare e perdonare gli sbagli del defunto cercando di trovare per lui anedotti, in comune alla nostra vita, che hanno contribuito a ricordarlo come un grand'uomo. Adesso tutte le cronache sono rivolte a ricordarlo per le imprese sportive fatte, concedendogli di essere il migliore al mondo anche a dispetto di quel Pele con il quale la contesa era stata mai aggiudicata. 

    Nel mondo che viviamo, abbiamo tutti bisogno di credere in qualcosa o qualcuno, nel quale riversiamo tutte le nostre aspettative di vita, pensando "lui ce l'ha fatta, chissa se pure io...".  Ancora più che per noi adulti il discorso ha un grosso peso per i ragazzi e per i bambini: tradire la loro fiducia è per me un sacriliegio. Quindi  personaggi come Ben Jhonson e lo stesso Maradona non avrebbero mai dovuto tradire le aspettative che il mondo e ancor prima gli adolescenti avevano riposto in loro. Come non ricordare quando sul trono del mondo, si fece sorprendere con le mani nella marmellata e costretto a scappare dalla città che lo aveva adottato come un dio offuscando quasi la fama del celebre santo. Li il mondo era arrivato a un punto di non ritorno per lui, infestata come era la sua vita dalla cocaina che avrebbe avuto il sopravvento su tutto il futuro del campione. A nulla è valsa rifugiarsi sotto l'ala benevola di Fidel (anche lui alla ricerca di una benedizione mondiale), partecipare a concorsi televisi (dove la Finanza sembrava aver dimenticato che scappando dall'Italia aveva lasciato un conto aperto cospicuo con la stessa), diventare ambasciatore...agli occhi degli adolescenti di allora, gli uomi di adesso, il re era caduto e nel peggiore dei modi.

    Ricordiamolo quindi per le sue imprese sportive, purtroppo quelle umane non erano il suo forte dovendo pagare  il dazio per la sua arroganza, per la sua "guappaggine", per il suo atteggiamento di essere sopra a tutto (fermato in autostrada su una Ferrari era senza patente e assicurazione), per il suo modo di presentarsi come un divo pur essendo bruttarello, bassoccio e grassoccio.

    Certo ha fatto del bene a un mucchio di persone, visto che a Napoli una facciata di un palazzo gode del suo viso, che appena ricevuta la notizia nei quarieri popolari della città il coro "o mamma mamma ho visto Maradona e innamorato son" saliva forte fino agli ultimi piani. 

    Riposa in pace campione, adesso e solo adesso potrai essere ricordato per le tue imprese favolose, i brutti ricordi si scordano davanti al tuo ingegno.

  • Galles Italia 2012

    (Domenica 11 MArzo 2012) Ieri a Cardiff si è consumata la penultima giornata del torneo 2012 delle6 nazioni e la nostra nazionale faceva visita al blasonatissimo GALLES nel loro tempio: il Millennium Stadium. Le sorti dell’incontro le sapevamo e le sappiamo tuttora dandoci se possibile delle scusanti: il Galles è infatti proiettato al GrandeSlam che concluderebbe anche la vittoria del trofeo 2012. Questa è la cronaca, in campo i soliti 50-60 minuti da leoni interpretati da una squadra, l’italiana, che fa tutto bene quando non deve far giocare l’avversario, quando deve invece giocare la palla sono dolori, diventiamo lenti prevedibili, a volte goffi e dopo le ripetute fasi di gioco (a questi livelli se ne superano tranquillamente le 13 14) implodiamo in falli da minirugby, non tanto per mancanza di fondamentali ma sembra che non siamo abituati a quei livelli di gioco. Inutile domandarsi allora il perché delle franchigie, delle Accademie…non siamo preposti a farlo, ma si vede che qualche cosa di grosso non va proprio al di la dei tecnici conduttori. Ieri, infatti, si è vista la formazione in stile MALLETT tutta difesa e non gioco con qualche giocatore che in campo è un po’ spaesato per essendo un fior di professionista (nel senso dei quattrini percepiti). Il giorno prima, venerdì, la nazionale Under20 ha affrontato i pari età gallesi per lo stesso torneo in formato junior. I ragazzi devo dire che in un crescendo sono riusciti in un’impresa inaspettata perdendo solo nei minuti finali per una meta “d’intercetto” gallese. Sino a quel momento tutti credevamo nel colpaccio, con reparti muscolosi e velocissimi: sicuramente i ragazzi avranno un avvenire visto quello che stanno dimostrando in campo; altro elogio al tecnico, tale CRAIG GREEN, che sembra non guardare in faccia nessuno spedendo a casa nomi che negli anni sembravano inattaccabili, ma forse deve fare ancora qualche piccolo sforzo scrollandosi, almeno lui che ancora lo può fare, il peso delle Società influenti.

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