Costume

  • After England

    Questa è l'immagine dell'italianrugby di sabato sera: forte, di bell'aspetto ma con le ossa rotte, e non me ne voglia Castro. Si esce dall'esperienza Olimpico con un aria da day after, dove tutti si pensava di fare il colpaccio agli inglesi invece ci si lecca per l'ennesima volta le ferite salutando da lontano l'occasione mancata. Alla fine i discorsi sono sempre gli stessi recitati dalle stesse persone che come sempre hanno dato anima e corpo per fare una figura degna della cornice organizzata nell'Olimpico innevato. Altre persone, (che godono tra l'altro di un blasone donato da chi?) vivono intorno a questo clima facendo poco e quel poco molte volte lo fanno male: due nomi per tutti, McLean e Bortolami, osannati dalle cronache ma che in campo sono l'antitesi dei compagni. Il primo sembra avere timore all'impatto e gioca come neanche nel minirugby si gioca più, offrendosi all'impatto con l'avversario girato, il secondo è inutile ormai tenerlo in campo per qualche touche vinta, quando in situazioni calde "passa" palloni che sanno veramente di morte (così come indicava il mister GazzellA). Ora monsieur Brunel dovrà tirare fuori tutta le sue capacità di condottiero e decidere di fare finalmente a meno di questi personaggi che lui e noi purtroppo ci ritroviamo ormai in mezzo da molto tempo imposti da scelte federative largamente opinabili

  • A Roma Gheddafy

    gheddafyLa tanto agognata attesa per la visita di Gheddafy si conclude congheddafy.jpg{/limage}l\'arrivo del colonnello che scendendo dall\'aereo definisce subito lo scontro mediatico in atto. Infatti il militare capo di stato è informato che si troverà in Italia al cospetto del "vice capo di stato" e la stampa estera, e di sinistra, avrà descritto in lungo e in largo il dispiego di mezzi mediatici del collega, del suo uso di veline, del suo voler essere sempre sporridente, stirato, pettinato. Ecco quindi che si matura la contromossa: scende, il militare, la scala dell'aereo come neanche la Wanda nazionale faceva, avvolto in un abito da gran parata, circondato non da veline ma da ben 300, dico 300, donne che si occupano della sua sicurezza. Certo sull'uso della medialità ha peccato verso il basso affiggendosi sul petto una fotografia mal riposta con nastro isolante rosso di un eroe libico...che amarezza!! Certo mio papà si starà rigirando come mai nel sentire le scuse a Gheddafy, ma ormai sono passati tanti anni che forse grazie a queste scuse, riuscirò  a tornare nella spiaggia di Sulfuri...chissa??!Il resto della visita è solo parata , con la tenda montata a Villa Aldobrandini, i due aerei per trasportare il suo folto seguito, le sue apparizioni notturne nei ristoranti del centro, chissà se andrà a visitare il Papa, sarebbe il tocco magico...quasi beduino!

  • 6 Nazioni 2018

    Oggi si conclude il Torneo delle 6 Nazioni... l'Italia gioca a Roma nel giorno di San Patrizio, patrono dell'Irlanda, che gli irlandesi festeggeranno a Londra insieme alla vincita del torneo stesso e...perchè no del Grande Slam (cioè aver vinto tutte le partite del torneo). Inutile dire che l'Italia ha fatto i soliti progressi, come negli ultimi 18 anni, ed oggi si gioca il solito "cucchiaio di legno" in casa contro una Scozia che è sbarcata in massa nella capitale

     By Bergamasco Facebook

  • 6 Nazioni 2014

    Siamo a inizio anno ma ormai alla fine di Gennaio , il mondo ovale comincia a interrogarsi sugli esiti del RUGBIO4 prossimo torneo delle  6 Nazioni  che vede impegnata tra le altre compagini quella italiana. La stessa esce fuori a testa alta dall’ultima manifestazione ma con le ossa un po’ rotte dai test estivi, dove non si è fatta proprio una bella figura, anzi. Certo l’impegno con Australia,  Argentina e Fiji  è da sempre per noi proibitivo, inutile illudere le masse,  e anche nel terzo incontro non abbiamo brillato sul campo. Puniti dalla fisicità che è ormai tipica di questo sport, ma non ci appartiene, paghiamo scelte errate accumulate negli anni, la prima quella di passare al professionismo vero. Sin quando ci si affidava a gruppi al limite del dilettantismo, abbiamo brillato, meritandoci lodi ed elogi sino ad arrivare alla concessa partecipazione al torneo che per noi è ha cambiato nome in  6 Nazioni. Da quel punto in poi, quando i soldi sono arrivati a fiumi la capacità manageriale ha applicato appieno il sistema Italia, cioè improvvisazione  affidandosi all’inventiva del gruppo e alle scelte del dirigente di turno. Ci si è quindi preoccupati di favorire l’afflusso dei denari, senza preoccuparsi che alla base il rugby movimento langue nei nostri campi, e se anche due squadre di super professionisti italo-mondiali partecipano stipendiati a tornei d’elite, il resto muore in formazioni che avvalendosi  comunque di stranieri, toglie la ribalta ai giovani. Quest’ultimi sono stati smistati in strutture di crescita, chiamasi Accademie, che però non offrono il benché minimo risultato. Nelle società i vivai sono ignorati impegnandosi in acquisti che arrivano all’arruolamento anche di giocatori statunitensi: chi invece si affida più o meno ai propri vivai, non va al di la della presenza in fondo alla classifica.

    Il giocattolo mostra ormai segni di usura e sconforto: ecco che dapprima il sig. Locicero, una  volta abbandonato il clan, rivolge serie invettive al gruppo denunciando mafie da spogliatoio, mentre proprio alla vigilia del torneo il sig Castrogiovanni (piazzato al Tolone) nicchia a proposito delle Accademie affermando tra i capelli al vento che ne abbiamo più che in Nuova Zelanda…

     La nostra situazione penso sia quella dei sopravvalutati, cioè concorriamo in un’elite che non ci compete, ed è inutile che ciclicamente si propinano pubblicità dove si esaltano le qualità di questo sport come la maglia, l’appartenenza, l’orgoglio, ormai solo parole che servono a mala pena nel minirugby per motivare i “munelli”. Chi è appena più grande e ha la fortuna di giocare in un grande club sa che  sarà sempre relegato alla sua provincialità, e solo poche unità accederanno alle fasi ovali importanti ed internazionali.

    Forse un bel ridimensionamento del movimento non potrebbe che far del bene allo stesso. Le società in primis dovrebbero favorire la richiesta a voce alta  di realizzare un campionato di franchigie, al massimo sei, con elementi  presi dai territori senza dover pronunciare nomi impossibili. Negli anni gli oriundi hanno prodotto solo tanta confusione, anche nel calcio da dove si è preso esempio: ma lì esiste tutto un sottobosco fatto di numeri altissimi di partecipanti e di dirigenti che girano per trovare “il campione”…

    Nel rugby pochi fortunati sotto le direttive delle società arruolano in Accademie giovani che difficilmente arriveranno alla massima formazione…qualcuno si è mai domandato che fine fa il restante gruppo di giovani promettenti?

  • 3 2 1 ALLBLACKS

    I numeri: 3 le coppe del mondo vinte, 2 le coppe del mondo vinte consecutivamente, 1 la coppa del mondo vinta fuori dai confini nazionali. Ieri sera la Nuova Zelanda ha riconfermato la sua supremazia mondiale nel mondo ovale, battendo in finale l’Australia, avversaria di sempre, unica compagine capace quest’anno di impensierire i tutti neri. La partita è stata impostata da ambo le parti su fisicità e difesa all’estrema potenza, con i tuttineri che hanno però dominato l’avvio di gara per ferocia nei raggruppamenti. Al di sopra delle righe Carter che pur bersagliato da placcaggi penalizzabili si è sempre rialzato trascinando una squadra che pur non avendone bisogno ha seguito le gesta sia sue che di Ma’A Nonu, che di McCoW imponendosi largamente sull’Australia che certo non meritava questa lezione. La prossima settimana si concluderò un altro ciclo in tutt’altro sport: il MotGP. Qui nell’ultima gara ci sono state scintille tra il galletto Marquez e la chioccia Rossi: mentre il primo non aveva nulla da perdere, il secondo è stato penalizzato dal comportamento tenuto in gara. A nulla sono valsi i giustificativi portati, Marquez ò andato a terra a seguito di un’azione di forza del dottore: personalmente avrei preferito un bel paio di schiaffoni a fine gara ma Valentino ha dovuto pagare purtroppo quelli che sono stati i suoi insegnamenti negli passati…. E già come non ricordare le sfide all’ultimo respiro con Gibernau, o Stoner? Comunque credo che l’ultima gara del mondiale, quella che sancirà il nuovo campione del mondo tra Lorenzo ( che tra l’altro lamenta la canizza) e Valentino, ci sarà poco di legale, ma un ripasso di vecchi GranPremi magari automobilistici di memoria Senna – Prost… Speriamo di no Per lo sport e i suoi valori forse vale la pena di vedere questo filamato... 

  • 2021

    copertina 640x427Inizia un nuovo anno, e come sempre eccomi a fare il necrologio di quello passato. Inutile dire e parlare ancora delle infamità passate, quello che mi è pesato di più è stato il varcare la soglia dei 60. 

    Calcoli, conteggi, somme, insomma una vita passata al setaccio sapendo di non averne poi molta altra da conteggiare, anche se il cervello è rimasto ancora alla fase “cosa farò da grande?”

    Nei conteggi sono spariti personaggi con i quali ho avuto l’onore di condividere per lo meno lo stesso cielo essendo loro famosi e celebrati. Ti accorgi che molte presenze le diamo per scontate, sempre lì disponibili a noi e ai nostri piaceri…quando vengono a mancare il vuoto che ti assale è enorme. E’ lo stesso discorso che vale per i genitori, passi la vita a combatterli a cercare di dimostrare che tu sei meglio di loro li tratti e li strapazzi e loro sempre lì al tuo fianco silenziosi quasi aspettassero un tuo segnale. Questo segnale credo che per loro arrivi tardi o addirittura mai:  solo adesso mi accorgo di come avrei bisogno del conforto dei vecchi che mi hanno accompagnato ai miei 60, ripercorro le varie tappe, le date passate insieme,   e mi accorgo di come tutto sia stato talmente veloce che adesso fai quasi fatica a raccogliere quell’istante all’epoca insignificante e oggi così importante per i tuoi ricordi. 

    Inizia il nuovo anno che ci trova ancora mascherati per non farci scoprire, sapendo che nonostante gli auguri sarà difficile da affrontare, ma ormai siamo purtroppo temprati e “quasi pronti” a tutto.

    il mio vecchio quando ero un infante di 6-7 anni disse preoccupato a un suo amico in mia presenza: “questi ne vedranno delle belle” e facendo due  calcoli facili facili era solo 1967…

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