Societa

  • Umani

    Umanità e umani
    Il mondo è pieno di umani molti li chiamano uomini, donne, bimbi. Tutti questi umani per rapportarsi tra loro usano varie tecniche: chi la predominanza, chi l'obbedienza, chi la rassegnazione, chi l'amore, chi l'odio, chi l'intraprendenza, chi la dipendenza. Una dote che tutti hanno ma non tutti usano è l'umanità, chi in piccole e chi in grandi quantita. Non voglio cavalcare l'argomento odierno, che ricordo essere la vincita della destra in Calabria e la riconferma della sinistra in Emilia Romagna_Di quest'ultime regione si era gia impadronita a destra con una campagna elettorale al di là della degenza, con il leader che pur per un voto si sarebbe venduta la madre, e chissà se non lo ha fatto Veramente. Ora non mi interessano i comportamenti dei leader, ognuno ha il proprio stupido a corte, ma di come le masse hanno bisogno delle merda lanciata agli avversari per sentir le loro vita finalmente appagata. In questi anni di vuoto ideologico, dove da Dc si maschera nella SX, la sx per accoglierli caccia proprio la masse che sostenbono le basi per poi allearsi con gli incapaci fino ad arrivare a creare Italia Viva per i piacere di un altro leader, leggi giullare.
    Parliamo finalmente di umanità: la dx fa parte degli umani che si vaccinano contro questa pestilenza: la sx si dimostra carica di questa nobiltà e quasi involontariamente, è presente nelle piazze, riempiendole, dando per lo meno un segno di presenza, di vita, di sopravvivenza. Bisognerà vedere adesso se questo patrimonio appartiene solo all'Emilia Romagna o se lo possa ricercare ancora in Italia, spero di si.

    Il nazismo iniziò con indicare i nemici /vittime, per poi isolarli e  poi annientarli. La destra, a oggi, ha raggiunto il primo livello di questo gioco. Certo Hitler era più intelligente: aveva individuato il suo nemico negli ebrei, popolo che ricopriva ruoli importanti nella società tedesca, e combattendoli si appriopo' ddi loro miliardi di marchi, franchi, fiorini e.... Il Matteo nazionale se la prenda con poveri affamati, Umiliati appesi a barche di fortuna che galleggiano nel Mediterraneo... chissà di quanti "SGHEY" si appriopera' eh?!

    Sempre per parlare di umanita', basta guardare un attimo il lavoro/servizio che fanno i personaggi che lavorano per il pubblico: vedi infermieri, pompieri, poliziotti, addetti alle Onlus. Bene tutta questa gente lavora per gli umani avendo l'umanità come principio unico di vita, che in molti casi sfiora l'abnegazione. Visto i giorni che sto passando in ospedale, mi è semplice notare questa nobilta' d'animo che sovrasta più che ampiamente quella piccola frangia di addetti che l'umanità' non sanno neanche dove sia di casa: molto spesso però le nostre attenzioni non si rivolgono nell'apprezzare il lavoro degli operatori validi, bensi di accumunare questi ai loro colleghi parassiti, facendo così un fascio d'erba per niente omogeneo. 

  • Test macht

    Domenica 24 Novembre 2013 Ultimo giorno di test macht e sotto un diluvio divino, l'Italia non fa il passo tanto sperato nella crescita lasciando agli argentini lo spazio e la gloria per espugnare l'Olimpico pur non facendo vedere cose egregie. Certo c'è da dire che gli argentini arrivano nella penisola con le ossa rotte, sei titolari in meno e un manipolo di giovani nelle retrovie, ma a nulla è servito per batterli, anzi! Oltre tutto abbiamo giocato per dieci minuti con un uomo in meno ma noi siamo incapaci di approfittarne, regalando scelte al vento, scelte che nemmeno una squadra di Under16 senza allenatore prenderebbe. Purtroppo le scelte degli ultimi anni stanno portando i "secondi o terzi" nodi al pettine: Molti personaggi non hanno mai convinto e continuano a essere schierati titolari affidando poi sulle spalle di un quasi ventenne la responsabilità di aver perso punti.. ma i più titolati cosa hanno fatto sin adesso? Inutile affidarsi a messaggi tipo "baci perugina" nascondendosi dietro alla maglia, all'onore, al "dovevamo vincere....ma quando lo fate? Quanto ci costerete sino a quel traguardo? E questo miraggio in che termine di tempo vi siete prefissato di raggiungerlo? Non so chi si sia mai posto queste domande ma, in qualsiasi aerea manageriale sono le prime ad essere poste e se i tempi non si rispettano si cambia il carro, i buoi e probabilmente si affossa la stalla. Qui in Italia si fanno scelte sull'onda della moda, mandando i personaggi in TV e a giocare all'estero con il 50% del contratto a soldo italiano..., non credo possa essere una soluzione propositiva per uno sport che nessuno lo dice ma offre la seconda federazione più ricca in Italia. Inutile ribadire l'inutilità delle scelte a livello giovanile, se ne vedono i risultati, ma bisogna dare una svolta al sistema, visto che prima o poi qualcuno dirà ad alta voce della nostra sopravvalutazione, e noi finalmente ci rifiuteremo di cantare un inno in circolo che non ci appartiene proprio.

  • Sono sempre migliori

    Mariastella GelminiNon sono stato  tempestivo e solo adesso riesco a scrivere di Mario Monicelli e della sua scomparsa. Di lui ho ammirato le sue creazioni, la sua semplicità nel descrivere personaggi e situazioni della nostra Italia passata e presente. Sono rimasto stupito dal modo in cui ha scelto di togliere le tende: un personaggio che come si dice a Roma se la cantava e se la suonava, com'è giusto che fosse, ha deciso a 95 anni che era l'ora di dire basta. Un coraggio del genere per me denota una vita costellata da scelte più difficili intraprese in mille campi, professionali e non solo: un grande. Colui che dalla vita avrà avuto se non tutto molto, delinea forse il suo massimo traguardo di onnipotenza scegliendo il momento esatto della sua fine, chissa cosa avrà pensato nel farlo.
    Concedetemi a questo punto il luogo comune di circostanza: "sono sempre i migliori che se ne vanno". In questi giorni in Italia si vive il subbuglio creato da personaggi che si dicono politici. L'università tramite gli addetti ai lavori prima, professori assistenti precari in genere, e gli studenti poi protestano contro la riforma voluta dal ministro Gelmini che solo la settimana scorsa (non prima di incidenti tra universitari e poliiza) affermava di ritirare la sua proposta di legge se la stessa fosse stata toccata ancora. Sembrava una resa invece era un ultimatum politico rivolto alle forze in campo: o la riforma o casca il governo con tutto il cocuzzaro. Pochi minuti fa nei TG si leggono i titoli che danno la riforma approvata, mi chiedo come reagirà l'italia che si occupa dello studio. Ricordiamo che gli studenti di ogggi saranno la nostra classe politica di domani, loro e i loro insegnati sono e saranno i personaggi che disegneranno il nostro futuro oltre che il loro.

  • Sardine

    Trequanda

    Si chiude un altro decennio, il prossimo mi porterà a contarne 6 già vissuti... un traguardo importante anche se difficile da digerire. La stanchezza è alta, non tanto quella fisica, ma quella indotta dalla sopportazione di gente inutile, che fa del suo vivere un continuo nascondersi dietro a decisioni e prese di posizione di altri, a loro beneficio. Non sto qui a delineare immagini e profili di queste persone, tanto oggi è la fiera di queste figure. Chiunque apre bocca, subito dopo spara a zero e un secondo dopo afferma di essere stato frainteso o si nasconde dietro quella risata che è tipica di chi ha nulla da dare e offre la sua compiacenza a tutti, tanto da essere accettato dai più. Beati loro!
    La vita procede con il suo solito incalzare, forse un po’ troppo in salita, con la salute sempre al risparmio. A breve entrerò nuovamente in sala operatoria e partirà un altro periodo di fatica fisico mentale non indifferente. Peccato perché dopo aver pedalato sempre in salita, raggiunti dei buoni traguardi professionali sono costretto a fermare tutto per qualche mese, per poi tornare a correre in una salita già conosciuta, già affrontata, nella speranza che nessuno l’abbia variata.
    Oggi 14 dicembre, Roma sarà invasa dalle SARDINE: a oggi sembra l’unica contrapposizione seria al mondo destrorso di Salvini e company. Dopo un semplice tam tam social, si sono raccolte migliaia di persone nelle piazze di tutta Italia, fosse altro per dimostrare che il popolo non si sente rappresentato da chi ha votato. Questi ultimi hanno l’arroganza di appropriarsi di queste masse, senza vergogna. Certo è che movimenti così vasti credo abbiano una regia ben precisa mirata proprio a creare le domande che nessun altro potrebbe porre, fosse altro per l’onestà che sembrano emanare.
    Lo stesso caso lo si vede nei movimenti della Greta THUMBERG, ragazzina internazionale che è riuscita a svegliare le coscienze di tutto il mondo. Certo sembra tutto facile e onesto, anche se basta spulciare un po’ e neanche tanto, e si vede come la bimba sia supportata da mammà che dirige i suoi movimenti e perché no i suoi interessi... anche economici derivati.
    Certo vivere oggi non so se sia più facile di come lo sia stato per me: noi si seguiva un ideale, anche se agli ultimi colpi di coda, avevamo dei canoni dentro i quali ci si muoveva. Oggi i ragazzi non hanno certezze, nel lavoro sono stati venduti a contratti capestro proprio dai politici, che avrebbero dovuto cautelarli; i sindacati ormai esistenti solo nelle grandi entità, vedi FIAT, hanno poca voce in capitolo, visto come hanno smembrato la base che dovrebbe fungere da supporto. Mai come oggi vedo persone che si vendono e prostituiscono per pochi denari vendendo diritti acquisiti che a loro sono costati nulla ma che sono frutti di anni e anni di dura lotta.
    Che dire, sono molto amareggiato e credo che il 2020 non ci regali molte novità a riguardo. Politicamente si vive alla giornata, non esiste un piano industriale di sviluppo e crescita , ai vertici sono poste persone incapaci che dilapidano mezzi e speranze, il mondo ci crolla addosso dopo anni passati a far finta di niente, senza far manutenzione a beni che ci siamo trovati pronti, senza sudarli.
    Basti pensare a un piccolo esempio che mi ricorre sempre sotto gli occhi: guardate quante stazioni ferroviarie vengono chiuse e abbandonate al nulla. Centinaia di anni fa i nostri avi hanno lavorato duramente per permettere a tutti noi di godere di questi beni, che oggi vengono giudicati superflui in virtù di costi che si dovrebbero affrontare per mantenere i beni costruiti non certo con i soldi nostri...quindi sono gratuiti, possiamo anche buttarli tanto...

  • San Giuseppe 2013

    IL PAPÀ DEL RUGBISTA
    E’ quello convinto che suo figlio, sarà la prima terza linea sarda che giocherà in nazionale.
    simoneTutto sudato. Con la macchina fotografica a tracolla. Tenace. Si sposta da una parte all’altra. Seguendo la linea di bordo campo. Così come si muove il gioco.Quello che non si stanca mai di chiedere al figlio, quando oramai si è arrivati al campo, se si è ricordato di prendere il paradenti.

    Che le prime volte, non aveva capito che il terzo, non è un tempo giocato. Ma che bisogna comunque essere ben allenati.

    E non beveva mai birra. Neanche con la pizza.

    Quello che non aveva mai visto due squadre abbracciarsi a fine partita.


    La squadra di suo figlio e gli avversari.

    Quelli, adesso sa, con i quali si gioca con e non contro.

    Che le regole di gioco le ha quasi messe a fuoco, anche se ancora non capisce bene quando e perché, l’arbitro fischia la punizione.

    E ha imparato a tenere pronti nel cofano, un bel paio di stivali. Sì, perché non sempre i campi da rugby, drenano bene l’acqua piovana.

    Gli piace fare foto. Con la scusa di farne al figlio. Diventa poi, il fotografo ufficiale della squadra. Così, come capita un po’ a tutti.

    Si inizia ad accompagnare il proprio figlio e si diventa padri anche di tutti gli altri.

    Così nascono i dirigenti. Così, perché si è padri. E questo vale anche per le madri.

    Già perché la mamma del rugbista, spesso è più tifosa del marito. E il giorno della partita molla tutto. Quando il papà sale in auto la trova già seduta. Pronta. Colorata con i colori della squadra. Che non vede l’ora.

    Anche se la sera prima è andata a letto molto tardi. Preparando la roba per tutti.

    Il papà del rugbista è diverso dagli altri.

    Perché i papà non sono tutti uguali. Alcuni altri, urlano, sbraitano. Non stanno fermi. Imprecano verso l’arbitro. Verso l’altra squadra.

    Lui, no. Lui ha imparato. Ad accettare quel che il campo stabilisce. Senza commentare più di tanto.

    Agli inizi era dura. Poi, ha capito. Partita dopo partita.

    Ha capito che questo non è solo uno sport. Che quanto imparano i ragazzi, servirà loro per sempre. La correttezza. L’educazione. Lo stimolo per fare ogni volta meglio della volta precedente. Ammettendo senza scuse, le proprie responsabilità.

    E questo dipende principalmente dal comportamento di chi sta intorno a questi figli.

    Dipende dagli allenatori. Primi educatori. Riferimenti importanti nella giovane età.

    E dipende dai padri. Dalle madri. Dagli amici. Dall’ambiente che li circonda.

    Il papà del rugbista ha uno solo cruccio che è quello di non aver mai giocato.

    E adesso è troppo tardi.

    Si, potrebbe provare in una squadra di old. Ma te lo vedi uno che per una volta che ha provato per dieci minuti due passaggi in campo, ha vinto la coppa: “un consiglio: cambia sport!” ? 

  • Rugby a 13

    Sabato 18 Giugno 2011, alla Capitolina và in onda una partitaDSC_3601 tra firli Gladiators Roma e i Magnifici13 di Firenze, il tutto riferito al rugby a 13. Simone invitato, incuriositi andiamo tutti e nello splendido scenario del centrale URC si inizia a delineare l'incontro. Magnifiche le maglie e l'abbigliamneto, gli atleti sono un'orgia di fisicità e competenza. Capire le regole, poche ma ferree, sarà un pò difficoltoso dovendo domandare lumi a bordo campo, ma gli addetti ai lavori sono molto felici di diffondere il verbo RUGBY a 13. In campo trovo vecchie conoscenze, vedi Sebastian (ZIOMAR), Alehandro, Surbu, Squeek tutti in grande spolvero e determinati a fare il meglio. Colpisce il fatto che una volta placcati si è trattenuti a terra per circa 4sec, dopo i quali si riparte con un calcio di punizione che segna uno dei sei tentativi per andare a meta; il placcaggio viene fatto normalmente da due giocatori, uno ai piedi l'altro più pesante ad altezza torace portato anche senza la chiusura del braccio anzi rigoramente con la spalla chiusa: un botto! La touche non esiste per come la si conosce, ma è una sorta di calcio di punizione, mentre la mischia porta via dal gioco 6 giocatori ma è no contest. Non vi so dire del punteggio ma mi sembra di aver capito che la meta valga 4 punti. Il gioco è estremamente fisico, ma forse il livello non è quello visto su SKY, e quindi non si riescono a vedere giocate, penetrazioni e ribaltamenti di fronte; dopo ogni tentativo di attacco si deve retrocedere di 10mt e questo continuo avanti e indietro dev epesare molto sulle gambe e sulla preparazione degli atleti. Non a caso il loro campionato inizia a conclusione degli altri e si protae sino a luglio inoltrato, quindi bei campi si, ma che caldo ragazzi!!

  • Promozione

    URCiDSC 6021DSC 6021DSC 6021Ieri nella caserma Gelsomini di roma, le Fiamme Oro vincono la partita di ritorno dei play off del campionato di serie A battendo la Capitolina con migliore differenza punti ripetto la partita dell'andata. Meritato il risultato anche se il divario era fortemente compromesso già alla notizia dell'incontro di spareggio: nelle Fiamme Oro militano professionisti arruolati nei ranghi dei migliori giocatori italiani non professionisti, mentre nella Capitolina militano ragazzini che sanno tanto di rugby ma non vedono una lira una. Infatti questa è la realtà migliore da vedere nel rugby italico, gestire una ottima squadra, un ottimo vivaio, degli ottimi tecnici senza spreco di denaro verso atletismi esteri: la dimostrazione sta nel fatto che la squadra viene ripescata in serie A e in un anno di lavoro insieme a un tecnico, che finalmente così  si può  chiamare (tale Cococcetta), arrivano alle semifinali di play off, con un manipolo appunto di ragazzini cresciuti nei vivai e cullati come campioni nostrani. Questa è la differenza che la FIR non guarda, permettendo franchigie, campionati, tecnici con traduttore simultaneo, e pochezza da record. Un'altra cosa che è permessa dalla FIR è proprio la compagine delle Fiamme Oro: bene due o tre considerazioni: gli atleti vengono arruolati per concorso pubblico per titoli: diploma, e referenze da Federazione, cioè aver partecipato a squadre nazionali: alcuni dei giocatori vincitori del concorso non sono diplomati, e non hanno mai partecipato a semplici raduni nazionali: come fa una compagine pagata con i soldi dei contribuenti a fregiarsi di altri sponsor privati sulle maglie? Come mai la FIR permette che il loro campo da gioco non abbia la recinzione attorno allo stesso? L'arbitro come fa a controllare le persone presenti sul campo da gioco se lo stesso è un tutt'uno con gli spalti, la caserma, la palestra e il via vai del parcheggio degli automezzi di sicurezza pubblica? Ora che le Fiamme Oro sono in finale scudetto, dovranno per forza apportare qualche variante al loro gioco e alla loro formazione: la sofferenza del loro pacchetto di mischia nei confronti dei ragazzini dell'URC  è stato sotto l'occhio di tutti, ed è inammissibile e fuori luogo sperare l'Eccellenza

  • Presidente del Consiglio

    Scritto da Pino'ZCategoria: Rugby  Visite: 2500

    La notizia di Domenica 13 Dicembre 2009 è: Berlusconi è stato colpito, al termine di un suo comizio, da un corpo  di pietra(leggi marmo) scagliato  da una persona individuata come sofferente di malattie mentali e come tale curato negli anni passati. Ora è chiaro che possa dispiacere il gesto e il dolore rivolto all'uomo, ma con tutte i veleni degli ultimi giorni poteva essere previsto. I veleni bipartisan hanno affondato più di un personaggio passando da escort a trans, da Bocchino a Annozero, e forse nessuno pensava o meglio credeva di poter tornare alla politica vecchia maniera dove i concetti a volte di fissavano con qualche pugno messo a segno su arcate sopraciliari o labbri gonfi. Adesso si dirà che la sinistra oltre a essere mentecatta è anche violenta e tutto cio certo non gioca a favore della stessa quindi non è chiaramente lei la beneficiaria del gesto. Cosa sia passato di testa al cristo quarantaduenne nessuno lo saprà mai, certo che il battaglione di scorta ha finito la propria carriera e adesso penso sia in attesa   gli sia affidata un incrocio dove regolamentare il traffico: con i mezzi e le forze a loro disposizione certo non meritano null'altro. Per quanto riguarda il Presidente del Consiglio dei Ministri, mi auguro che lui per primo, in quanto vittima e cristiano dichiarato, smetta le campagne contro le istituzioni, le persone, e si dedichi a tempo pieno alle sue attività imprenditoriali.
  • Petrarca vs Capitolina U23. 36 - 7

    DSC 7507A Prato ieri si è celebrata una delle semifinali del Campionato Nazionale di rugby categoria Under23: Petrarca PD vs UnioneRugbyCapitolina. La giornata non comincia subito per il verso giusto, subendo una lunga fila di traffico sull’autostrada; si prosegue improvvisando un frugale pasto per recuperare i tempi. I ragazzi si dicono motivati, pronti a dare il massimo, e a buttare il cuore oltre la linea di meta. Allo stadio Chersoni, sede della società Cavalieri di Prato, sugli spalti i tifosi cominciano a fondersi nei dialetti più disparati com’è d’uso in queste occasioni. Intanto gli atleti entrano in campo per il consueto riscaldamento che data la temperatura primaverile sembra quasi non servire. Vedo nei loro occhi la giusta espressione per affrontare una sfida che si presenta più difficile del previsto vista la presenza nella compagine avversaria di giocatori fuori età, appartenenti alla loro prima squadra che milita nella massima divisione, e probabilmente professionisti….ma niente ci fa. I ragazzi spronati dal loro allenatore Damiano, entrano in campo pronti a ribaltare l’impossibile. Nei primi minuti di gioco i capitolini vanno a meta con la classica azione alla mano che porta la palla da un lato all’altro del campo   per essere schiacciata a meta tra l’incredulità degli avversari e dei loro tifosi.

    In seguito all’episodio descritto avviene la svolta della partita che determinerà il verdetto finale: nel giro di pochi minuti si infortunano seriamente due atleti della Capitolina con ruoli determinanti all’organico. Le sostituzioni sono pronte ma nei ragazzi aleggia un minimo di sconcerto tanto si faceva affidamento a quelle persone. Gli avversari cominciano a fare dei loro punti di forza la leva che li porterà e segnare prima la meta del pareggio e poi quella del sorpasso.

    In campo la lealtà e il ritmo delle grandi occasioni, gli avversari molto più dei nostri abituati ad affrontare partite ad alto livello. Il punteggio rimane fermo per un lungo periodo di tempo a cavallo dei due tempi. Gli avversari premono sempre sia sulle mischie avanzanti che sulle rimesse laterali dove l’esperienza e la prestanza fisica fanno la differenza.

    La panchina romana assottigliata dalle sostituzioni per infortunio, può solo offrire freschezza nel reparto della mischia, così avviene e la situazione migliora un po’ ma alla lunga la stanchezza accumulata nei due tempi di oltre 43 minuti cadauno, fa crollare le difese capitoline complice anche un’interpretazione arbitrale dubbia che porta a una espulsione temporanea di un atleta romano nei dieci minuti finali dell’incontro.

    Qui l’altra svolta dell’incontro dove il Petrarca conscio dei suoi mezzi e della superiorità numerica, segna altre tre mete in rapida successione segnando di fatto la fine delle velleità.

    Complimenti alle compagine viste, in particolare ai nostri in quanto veri Under23. Spero che il futuro riservi loro le gioie che meritano avendoci fatto vedere di cosa sono capaci. Complimenti allo staff che ha accompagnato i ragazzi nel cammino di questo campionato a dispetto delle numerose problematiche incontrate. Uno staff che prima di essere dirigenziale si è preoccupato, riuscendoci appieno, di fondersi nello spogliatoio diventando il sedicesimo giocatore in campo… complimenti davvero.

    Il mio personale rammarico è di non aver visto una partita ad armi pari, e se da una parte è giusta la scelta Capitolina di far giocare gli atleti che hanno guadagnato la semifinale, dall’altra agli avversari poco importa questo “dettaglio”.

    Per la prossima stagione spero in una scelta federale migliore e a più ampio raggio (cercando di coinvolgere/obbligare più squadre a partecipare) che tuteli questi “ragazzi” nella costruzione del serbatoio umano che serve da supporto alle squadre di categoria maggiore, del resto il compito federativo è questo no? Mah…

  • Perché io so io e voi non siete un c...

    MArcheseGrillo2025-03-09 frase definisce il personaggio e l’omonimo film di A. Sordi “il Marchese del Grillo” che ormai è nella storia da oltre 40 anni.
    Ho preso spunto da questa frase perché nelle ultime settimane questo film deve essere stato tradotto in varie lingue e qualcuno se ne è appropriato facendone il suo credo. 
    Parlo chiaramente del nuovo inquilino della casabianca e purtroppo parlo proprio della residenza americana e non della splendida, anche se mai vista, CASABLANCA in Marocco. Il principale residente si comporta come padrone del mondo, proponendo spostamenti di popolazioni, decide i propri confini come se stesse giocando e vincendo a Risiko. Certo e forte della potenza del paese che conduce vuole decidere le sorti di guerre che insanguinano il mondo nell’ultimo periodo in nome della PACE.

    Invita a Washinton il presidente ucraino Zelenski e lo tratta in diretta mondiale come un cane che ha fatto i suoi bisogni in casa. Inoltre propone che per finire la guerra a Gaza, dove Israele sta sterminando anche gli arbusti, basterebbe spostare la popolazione palestinese in altra zona relegandola in paesi che chiaramente non li vogliono e loro sarebbero a vivere l’ennesimo

  • Pasqua ovale nel Lazio

    In questa parte della stagione, si delineano i risultati faticosamente coltivati nella stagione fredda. La nostra regione,  è rappresentata ampiamente nelle fasce meritorie dello sport ovale:

    • nella primissima categoria, l’Eccelenza,  abbiamo tre squadre che più che rappresentare il Lazio rappresentano Roma;
    • Nelle successive due fasce A1 e A2 non sono presenti compagini laziali
    • Nella serie B, nel quarto girone, molte squadre rappresentano la nostra regione
    • Nella serie C nel terzo girone sono tutte squadre laziali

    Eccellenza dove il panorama laziale si restringe smisuratamente su tre squadre che sono in sede a Roma:

    1. la Lazio Rugby è quella che ci milita da più tempo ed avendo ben interpretato il pensiero federativo, ha nel suo organico più stranieri che insieme alle provenienze del proprio vivaio formano un squadra capace di impensierire molte grandi tanto da guadagnarsi anticipatamente la permanenza nella massima serie.
    2. Le FiammeOro squadra che milita nella massima serie da un paio d’anni, non ha stranieri ma tramite concorsi pubblici “arruola” annualmente le migliori offerte del mercato giocatori italiano: in epoca di spendig rewie non so come spiegare a noi contribuenti che ci facciamo con questa squadra che manteniamo profumatamente, quando gli stessi agenti potrebbero essere impiegati nel loro naturale ambito: la sicurezza del cittadino
    3. La Capitolina milita nella massima serie solo da quest’anno e visti i risultati il prossimo rappresenterà il Lazio nella serie minore la A1. Qui i ragazzi che giocano sono, per dichiarazione, dilettanti, alcuni di provenienza da altri club ma dilettanti almeno al dire della dirigenza che ne fa il giusto vanto. Purtroppo i risultati non hanno dato ragione a questa scelta, e i ragazzi sono relegati all’ultima posizione in classifica con le ossa rotta ma con tanti elogi di crescita…???

    Si fa presto a capire e con tre squadre presenti in pochi Km si potrebbe affrontare un discorso di “regionalità”  tanto da diminuire le spese e avere una squadra che combatta con i vertici e non abbia l’assillo di salvarsi a fine stagione. Certo il discorso è difficile, visto che anche dove i soldi ci sono e tanti, leggi Veneto, non sono riusciti nell’intento di formare una franchigia figuriamoci sulle rive del Tevere, dove i soldi se ci sono, sono tenuti con l’elastico per tornare alla provenienza!  

    Serie B: qui il CUSROMA ha fatto il padrone del campionato grazie alla provenienza in squadra di atleti specializzati in ruoli chiave. Speriamo che gli intenti siano suffragati  dalla giusta programmazione degli stessi , per anni abbiamo vissuto PlayOff inutili, scontrandoci con realtà impostate per vincere. Al secondo posto il FrascatiRugby anch’esso farcito di solo vivaio  farebbe festa grande in caso di accesso ai PlayOff sapendo bene di non poter compiere il passo successivo .

    Serie C : qui una squadra primeggia su tutte, la Capitolina denominata SecondoXV. Ebbene questa squadra ha marciato a pieno regime, collezionando una serie infinita di bonus, e a punteggio pieno si presenterà ai PlayOff per andare in serieB. Il loro mister riesce a motivarli ad ogni partita pretendendo da lor il massimo, i dirigenti seguono il tacito target che tutti si sono imposti,  ragazzi sono tutti motivati: un ottimo gruppo quasi del tutto ignorato dalla prima squadra visto che nonostante i risultati ottenuti   solo pochi atleti sono stati convocati nel campionato maggiore (forse 3). Certo è curioso pensare il prossimo anno con una squadra in A1 e l’altra in B all’interno dello stesso spogliatoio

  • Papa Francesco

    Papa2025-05-01. luoghi comuni se ne possono tirare fuori molti, ma quando muore un papa ti accorgi che con la sua figura hai attraversato anni della tua vita. Personalmente ne ho “conosciuti” già cinque e ora si aspetta il sesto, nell’augurio dei  PITTURA FRESCA (vedi video affianco) che in una loro canzone di 20 anni fa speravano  finalmente in un papa nero!

    Uno dei luoghi comuni è stato sfatato da Vauro, vedi vignetta: un altro così lo devono tirare a forza dal conclave, che partirà mercoledì p.v., ma di certo non imiterà neanche lontanamente gli esempi di Papa Francesco. Umiltà e dedizione al ruolo come da lui rappresentato non se ne vedevano da tempo…forse Wojtyla aveva iniziato un nuovo cammino, ma poi tra anno santo straordinario e supporto alla sua Polonia si perse in un turbinio di eventi che ancora non sono ben chiari, basta ricordare Ali Agca, caso Orlandi e il terzo mistero teologico mai

  • Ovale a Giugno

    Ci siamo lasciati lo scorso mese, con le soluzioni di fine stagione ancora da definire. Adesso a metà giugno vediamo cosa è maturato nell'italian rugby o meglio nei nostri dintorni cittadini.

     Nel campionato maggiore al di là  del vincitore, il Mogliano Veneto, si notano due anormalità degne veramnete di rilievo: 

    - la prima, e forse assoluta: la società del Prato in pochi anni salita in cattedra, tanto da arrivare a fallire di un soffio la finale nazionale per il tittolo, appena finita l'ultima partita si disintegra negli organici.  La Federazione avrebbe dovuto controllare un pò di più i bilanci, e invece la società sta trasferendo i suoi migliori organici verso squadre venete di rilievo. 

    - la seconda  vede la retrocessione di una società storica come l'AQUILA: città toccata duramente negli anni passati dal sisma non è riuscita a sopravivevre a un campionato dove conta avere stranieri...per pagarli.

    Conoscendo per un minimo d'esperienza l'ambiente non escludo il ripescaggio o la vendita del titolo per poter giocare in eccellenza, ma questo prima di Ferragosto sarà un segreto nascosto ai più.

    Parliamo adesso di Nazionale che pochi minuti fa ha concluso la seconda partita del tour sudafricano scontrandosi con le SAMOA rimediando un sonoro 39-10: i punti subiti in due partite sono a questo punto oltre 70 e fanno male. Il dolore è dovuto alle scelte che veramente non si sa chi le faccia: voglio azzardare un mio pensiero personalissimo ma si ha l'impressione che la formazione la appenda la decisione dell'assemblea dei procuratori dei giocatori: oggi si sono rivisti in campo personaggi come Bernabò, M. Bergamasco, Bortolami, oltre i soliti Orkera e Castrogiovanni. In tempi dove tutto vuole rottamare tutti, mi sembra che sia veramente troppo anche giudicando le convocazioni ultime per le varie nazionali non per ultima quella di rugby a 7....

    Negli altri campionati, abbiamo forse già parlato della promozione in A1 del Gransasso (e qui la vicinanza dell'Aquila farà si che non ci sia un'emorragia di giocatori) e la notizia bomba, anche se è ormai nelle pagine da circa 10gg, è che Roma avrà in eccellenza tre squadre tre...Infatti la Capitolina ha vinto le finali per accedere al massimo campionato e il prossimo anno dovrà affrontare i professionisti con i soli soci dilettanti: così afferma la società urchina, sarà dura!!

    Nelle giovanili si nota la crescita esponenziale dell'Under20 del Frascati a un  soffio dalla qualificazione alle finali di categoria: qui il solito discorso: basta con appartennza, maglia, orgoglio...ai ragazzi serve immergere il prorpio impegno in una qualità che solo tecnici di spessore riescono ad offrire, altrimenti è solo partecipazione al sudore comune. Sempre per le giovanili, la Capitolina vince ancora il campionato Under16 portando a via Flaminia oro anche nelle casse societarie. A proposito di casse la Lazio ha acquistato una seconda linea di peso (120Kg per 202cm) addirittura negli USA, forse pure per poter investire i quattrini derivanti dalle convocazioni nazionali di molti suoi ragazzi. 

    Per ultimo un abbraccio a Giulio Bisegni infortunatosi in una partita cona la nazionale Emergenti: auguri di pronta guarigione al roscio nazionale.

  • OpenSource
    Pensavo che questo parolone fosse riferito solo alle teste ben pensanti e saccenti dell'universo informatico, e invece scopro (su suggerimento del mio caro amico Roberto da EsTE), che il mondo è vicino proprio ai neofiti, anzi per molti versi si rivolge proprio a loro! Dico questo perchè ho collaudato un software che definirlo magico è poco.... Parlo di JOOMLA, raggiungibile su JOOMLA.IT,...  programma che provvede a scrivere e compilare siti Internet complicatissimi ( li chiamano dinamici!!) senza scrivere un sol rigo di codice... Come se non bastasse la sua architettura è veramente aperta, e ci si possono inserire moduli aggiuntivi a seconda dell'esigenza dell'utente, e così il sito dinamico prende forma di sito Ecommerce, diu Forum, di Blog, di album fotografico etc etc. Non basta ancora, vi serve aiuto?? Niente di più semplice, basta contattare gli "scrittori" e verrete contattati subito per un aiuto online veramente insperato in altre occasioni. SONO COMMOSSO da tutto ciò. Ho già realizzato siti Ecommerce e dinamici, ma la semplicità offerta e fuori dal normale, queste persone meriterebbero un NOBEL per la divulgazione della scienza informatica. Grazie di cuore a tutti voi!
  • Oggi Scozia, domani Renzi

    Eccoci a poche ore dalla partita del 6 Nazioni contro la Scozia, squadra da antiche tradizioni, di indubbio valore,  anche se negli ultimi tempi non riesce a "quagliare risultati". La sfida è aperta a ogni pronostico dove da parte italica si inneggia alla solita crescita dei giovani accompagnati dai CAP stellari di Parisse e Castrogiovanni, mentre la riva con il Kilt ricorda gli schiaffoni regalati lo scorso anno e quell'eliminazione dall'ultimo mondiale.

    La festa sarà sicuramente assicurata dalla sfida che i media si impongono per riempire lo stadio che fu olimpico, per dimostrare che il movimento rugby è in forte progresso, dimenticando  realtà sul territorio ben diverse. Si parla, anzi non si parla a chiare lettere, del prossimo futuro europeo per i giocatori votati alle massime serie, quidi non si conosce futuro per Benetton e Zebre e sembra che i loro giocatori scappino dal controllo federale per confluire in ricche compagini franco-inglesi. In Italia si aspetta la decisione della Federazione per poter confezionare un campionato con o senza la Benetton che dovrebbe rientrare in caso di esclusione europea...insomma le solite situazioni senza pianificazione.

    Anche in campo politico si verifica quello che è e sarà il modello Italia. Si fa finta di cambiare per proporre nuove facce che in realtà altro nn fanno che avvallare sempre più il vecchio, meglio se marcio. Ecco quindi che si fa cadere un governo, propornendone un altro che avrà, si dice, lo stesso supporto parlamentare...ma allora che lo si è fatto cadere a fare?? Si parla di tutto ciò che fa riempire i giornali, ma del problema vero e sacrosanto che ci attanaglia la gola ormai da anni, non se parla, o medgio non si prospettano proposte valide alla soluzione: il lavoro viene trattato alla stessa stregua della riforma parlamentare, dei servizi sociali per Silvio, delle maggiorqanze di corrente da realizzare. 

    Penso che al popolo, quello che fa davvero la nazione, interessa solo e solamente poter vivere dignitosamente, avendo un lavoro che gli permetta di far crescere i figli e la famiglia pagando le giuste tasse che serviranno per assicurarsi i propri servizi sociali. Tutto il resto serve solo a creare malcontento, sfiducia, scarsa coscienza sociale e la configurazione di un leader al quale credere, sfiorando anche l'idea che "quando c'era lui" tutti si lavorava, le città erano pulite, eravamo colonizzatori etc etc.

  • Neve a Roma

    Stanotte a Roma è nevicato foss'altro per poter permettere lo show al nostro Sindaco. Il suo spettacolo era gia iniziato nei giorni scorsi fermando le lezioni ma non le scuole, è proseguito con l'eccezionalità dell'evento, si è smarrito con lo "statevene a casa", per poi arrivare (nelle ore in cui scrivo) a dare la colpa prima alla Protezione Civile, poi al servizio meteo, e anche alla Provincia. Certo tutti sanno che a Roma nevica mai, ma una volta che siamo in allerta ma vuoi preoccuparti di mettere le catene ai bus pubblici? Vuoi preoccuparti di spargere il sale (anche se non so bene con quale mezzo) e soprattutto allerta mezzi e uomini all'emergenza fosse anche l'esercito con i suoi mezzi. Invece tutto ciò non è accaduto, 12 uscite del GRA chiuse (su 31), stamane mezzi pubblici nessuno, approvigionamenti zero, strade da day after con imbecilli che girano con la macchina solo per usare le catene consigliate dal sindaco; per i trasporti. In questo calderone emerge un valore forse dimenticato, il divertirsi per strada, passeggiare padroni delle strade, i bambini felici e rossi come mai, le mamme tranquille giocano e confezionano palle di neve. Certo è poco, oggi è sabato e sembra che nella regia massima qualcuno abbia voluto graziare questa città, le stesse esperienze in mezzo la settimana in giornate feriali sarebbe state un inferno da evitare...Alemanno ancora fortunato!!!

  • Mamma scrive

    manonnaQuando quella estate del 1933, mi imbarcai dalla Sicilia, dove sono nata, insieme ai miei genitori e ai miei due fratelli, su una grannde nave passeggeri piena di persone che salutavano, agitando le braccia, i parenti ed amici che piano piano si facevano sempre più piccoli sul molo, mi sembrava di partire per una meravigliosa avventura. Non potevo sapere che quella avventura sarebbe durata quasi quaranta anni, e che la mia vita sarebbe stata segnata per sempre da quell'inatteso viaggio in mare. Eravamo diretti in Libia, italiana ormai da più di venti anni, dove mio padre, che era operaio edile, era stato chiamato per lavoro da un conoscente che aveva avviato lì una ditta di costruzioni. La nostra casa si trovava ad Ain Zara, un paese ad una decina di chilometri da Tripoli, circondato da un'arida campagna. Le condizioni di vita in generale non erano delle più rosee: nonostante fossimo abituati al clima della Sicilia, alcune volte la calura sembrava veramente insopportabile e per andare a scuola ed al catechismo dovevamo percorrere a piedi lunghe distanze attraverso viottoli sconnessi. Nonostante tutto, però, io e i miei fratelli ci siamo ambientati abbastanza velocemente e abbiamo stretto subito amicizia con i figli delle altre famiglie di italiani trasferitisi lì come noi. I contatti con le famiglie arabe del posto, in realtà, erano per noi bambini praticamente inesistenti, anche se ricordo vagamente che, quando accompagnavo mia madre a comprare le uova fresche da una donna araba che abitava in una zeriba (come si chiamavano i gruppi di casupole arabe), mi colpiva la gentilezza ed il rispetto con cui si rivolgeva a noi. Mentre, durante quelle brevi visite, mia madre mi teneva sempre vicino a sè, tutt'intorno i ragazzini del posto correvano qua e là scalzi e mi sbirciavano, forse incuriositi delle differenze che notavano nei miei vestitini. Mio padre invece, nelle sue giornate di lavoro, trascorse a fianco anche di operai arabi del posto, imparò pian piano a conoscerne il modo di fare ed alcune abitudini, come quella, per esempio (come raccontava la sera, mentre eravamo a cena) di prepararsi inderogabilmente il tè, a certe ore prestabilite, ed in tutte le condizioni, anche nei momenti della costruzione in corso che potevano apparire meno opportuni. Quando, con mia madre, andavamo a Tripoli per qualche commissione, la cosa che più mi piaceva era il Suk el Turk, tradizionale bazar arabo dove, in mezzo ad una confusione indescrivibile, era esposta merce di ogni genere, oltre a tappeti di pregio, oggetti d'ebano, ed anche preziosi pezzi d'argento che venivano lavorati sul posto e che luccicavano sotto il sole.

    In Libia sono cresciuta: terminate le scuole elementari, mia madre mi ha subito indirizzato presso il laboratorio di una sarta molto rinomata tra le signore italiane di Tripoli. E'stato sotto la sua guida che ho conseguito una certa pratica, come dimostra il fatto che (ancora lo ricordo con una certa apprensione) mi venne presto affidato il compito, alquanto impegnativo, di effettuare un taglio godet sull'orlo di un abito indossato da una cliente di riguardo. Quel taglio godet riuscì perfetto e quello fu il mio vero battesimo del fuoco come sarta.

    A Tripoli ho conosciuto anche mio marito, siciliano come me, che ho sposato lì all'età di ventiquattro anni e con il quale ho avuto tre figli, condividendo cinquanta anni della mia vita. Era un bravissimo meccanico motorista ed il suo lavoro lo portava spesso lontano dalla famiglia, anche per alcuni mesi, quando, in mezzo al deserto, doveva provvedere alla manutenzione dei macchinari usati per le escavazioni petrolifere. Quelli non erano per me momenti facili: rimanevo sola con i bambini, ma cercavo sempre di organizzarmi al meglio e di farmi coraggio. Quando la mia secondogenita si ammalò di una brutta e ostinata tosse convulsa, la portavo a respirare l'aria marina passeggiando avanti e indietro lungo quel magnifico lungomare di Tripoli, disseminato di palme, che, se chiudo gli occhi, mi sembra ancora di vedere. La vita scorreva per noi tutto sommato tranquilla, quando, verso la fine degli anni sessanta, tutto cominciò a peggiorare. Con l'avvento del regime del colonnello Gheddafi, nacquero infatti, per noi italiani, problemi di vario genere: difficoltà lavorative, sfratti dalle case popolari che abitavamo, una situazione generale di isolamento. Come tutti i nostri connazionali anche noi venimmo alla fine espulsi da quel Paese, che avevamo ormai imparato ad amare e che, nel bene e nel male, avevamo anche contribuito a migliorare, ma nel quale eravamo ormai considerati solo come ospiti abusivi.

    L'undici settembre del 1970 ci imbarcammo su un aereo diretto in Italia con un solo bagaglio ammesso di 20 chili a testa

  • MADIBA

    mandela02In vecchiaia la vita è lo sfogliare di un album di figurine. Si proprio come da bambini si riempivano gli album con gli eroi del momento adesso questo album è pieno per noi dei nostri eroi passati e presenti e quando una figurina si stacca ci accorgiamo di quanto quella sia stata per noi preziosa.  Nel mio album ho avuto , e ho, la fortuna di ospitare personaggi come Ayrton Senna, Nigel Mansel, Ben Jhonson, Papa Giovanni Paolo, Enrico Berlinguer, Emile Griffith, Tyson, Muhammed Ali, Castro, Gorbaciov, Nelson Mandela. Non li ricordo al momento tutti  ma l'ultima figura che si è staccata, Madiba, è stata dolorosa come tutte le altre perse nel tempo. Quando sai del personaggio lo sai vivente, presente nella tua vita ed è come se la sua amina aleggiasse sul tuo cammino; quando il personaggio non cè più di accorgi di essere più solo e allora ti appelli ai ricordi che ti hanno lasciato. Il dolore delle persone scomparse è proprio questo, dopo anni pensi che loro siano immortali come le idee e i comportamenti che hanno profuso nella loro cammino, invece no per tutti arriva un traguardo ma per loro dovrebbe essere più lontano  tanto da poter approfittare ancora dei loro insegnamenti. Le immagini staccate dall'album adesso le conservo con più cura e più amore, consapevole  che la disposizione delle figurine non sarà probabilmente la stessa per troppo tempo, peccato!!

  • LUISS vs BOCCONI

    In Inghilterra si chiama VARCITY MACHT, e vede impegante le squadre delle università di Oxford e Cambridge in un macht che si ripete dal lontano 1872. In Italia due università, LUISS e Bocconi, tentano di ricreare la stessa tradizione arrivando quest'anno alla quarta edizione del macht. Sabato mattina al centro sportivo del CusRoma le due formazioni scenderanno in campo davanti a un folto pubblico, lo stesso che  più tardi parteciperà allo stadio Olimpico all'ultima partita del torneo delle 6nazioni: Italia- Scozia. Non ci è dato modo di conoscere i quattro incontri precedenti come sono finiti, ci auguriamo solo una giornata di sano rugby.

  • Losanna

    PaoliniIncontare a Losanna dopo molto tempo l'amico Jean Pierre, è stato come passare un colpo di spazzola agli ultimi 25 anni. Tanti gli anni di mia permanenza a Matisa, accompagnati dall'occhio benevolo prima di Paolini, subito dopo di J.Pierre. Molti i problemi affrontati insieme, sia di macchine che di persone non funzionanti: ricordi attraverso problematiche tecniche affrontate con la leggerezza che solo la sua professioanlità riusciva a fare. Nessuno come lui riusciva e riesce a trovare stimoli e gratificazioni nell'affrontare e risolvere un problema. Nella vita persona squisita, semplice e sorridente  sempre pronto alla bevuta e alla risata per restare in compagnia. Solo adesso mi rendo conto della lunghezza di 25 anni passati sul pietrisco a dividere esperienze, anedotti con lui e con i colleghi ormai già in pensione. Dei vecchi siamo rimasti in pochi, tutti comunque con lo stesso spirito, forgiato forse dagli anni passati fuori casa a cercare di sopravvivere a tutto, Matisa e clienti compresi. Le notizie dell'imminente pensione di Fiederich Schantz, Hanspieter Butler, Jeanne Marc Conus mi imprimono un pò di tristezza, sapendo di non poterli ritrovare nelle mie prossime permanenze svizzere. Il ricordo lontano di quando Paolini mi indicava le persone da conatttare con il mio orrido francese è lontano: adesso ci si rivolge solo ai responsabili di reparto sapendo di non trovare un interlocutore a tutto tondo come lo poteva essere prima...E' un peccato??? Penso proprio di si visto il mancato ricambio generazionale avvenuto...

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