Societa

  • Losanna

    PaoliniIncontare a Losanna dopo molto tempo l'amico Jean Pierre, è stato come passare un colpo di spazzola agli ultimi 25 anni. Tanti gli anni di mia permanenza a Matisa, accompagnati dall'occhio benevolo prima di Paolini, subito dopo di J.Pierre. Molti i problemi affrontati insieme, sia di macchine che di persone non funzionanti: ricordi attraverso problematiche tecniche affrontate con la leggerezza che solo la sua professioanlità riusciva a fare. Nessuno come lui riusciva e riesce a trovare stimoli e gratificazioni nell'affrontare e risolvere un problema. Nella vita persona squisita, semplice e sorridente  sempre pronto alla bevuta e alla risata per restare in compagnia. Solo adesso mi rendo conto della lunghezza di 25 anni passati sul pietrisco a dividere esperienze, anedotti con lui e con i colleghi ormai già in pensione. Dei vecchi siamo rimasti in pochi, tutti comunque con lo stesso spirito, forgiato forse dagli anni passati fuori casa a cercare di sopravvivere a tutto, Matisa e clienti compresi. Le notizie dell'imminente pensione di Fiederich Schantz, Hanspieter Butler, Jeanne Marc Conus mi imprimono un pò di tristezza, sapendo di non poterli ritrovare nelle mie prossime permanenze svizzere. Il ricordo lontano di quando Paolini mi indicava le persone da conatttare con il mio orrido francese è lontano: adesso ci si rivolge solo ai responsabili di reparto sapendo di non trovare un interlocutore a tutto tondo come lo poteva essere prima...E' un peccato??? Penso proprio di si visto il mancato ricambio generazionale avvenuto...

  • Ligabue al PalaEUR

    liga2Venerdì sera PALOTTOMATICA cioè l'antico Palaeur: ore 21.00 concerto di LIGABUE. Dopo molti anni rientro nel palazzetto ad ascoltare musica. Ascoltare è un verbo che comunque non ricopia il suono diffuso: il cemento anni addietro come ieri sera non aiuta i concerti. Lo spettacolo inizia puntuale con l'ingresso del LIGA con movenze da piacione ben interpretate. Appena dopo la presentazione ecco che si alza il sipario e iniziano 140 minuti di musica ai massimi livelli. Lo spettacolo interpretato è ottimo, il pubblico spazia da giovani di primo pelo a 40enni che in veste ormai di genitori accompagnano i figli partecipando al concerto come se fossero a un 1° MAggio degli anni lontani... Mi ha impressionato come l'intrepretazione di un brano possa modificare così sostanzialmente una canzone. E' il caso di EPPURA SOFFIA del compianto Pierangelo Bertoli: la versione strumentale di LIGA è superba, e anche se i giovani non capiscono, l'emozione è alta come alta è la classe espressa sia dalle parole che dalle note musicate dai quattro interpreti sul palco. Lo spettacolo non ha pause, l'emotività si scatena, i ragazzi urlano le canzoni appena dopo un solo accordo accennato, e il protagonista ormai consumato da anni di spettacoli sembra quasi non sudare su questo impegno tanto è per lui naturale condurre la scena con la sua musica fatta ormai di 20 anni di successi. Peccato l'amplificazione audio non ai massimi livelli, chi non lo conosceva a fondo non ha potuto certo godere delle sue poesie cantate accompagnate da orchestranti magici.

  • L'Aquila

    Eccoci negli ultimi giorni di Luglio con gli "ultimi caldi"  come continuano a ripetere in TV. Da oggi sono in ferie attendo poche ore per partire e andarmi a rosolare al sole arabo lontano da tutti e purtroppo molto da Simone che si diverte a LOndra in un college con una miriade di altri ragazzi suoi coetanei...beati loro!

    La notizia che ho letto oggi su un giornale, che normalmente non passa nè notizie sociali nè tanto meno notizie di rugby, il Corriere dello Sport: l'AQUILA Rugby sta fallendo. Dopo quasi 75 anni di storia sta sparendo una societa che al centro sud ha fatto, scritto e delineato la storia di questo sport, il tutto per la rescissione del contratto da parte di FERLA societa sponsor. Mentre nell'anno passato i rugbisti erano portati ad esempio per il loro coraggio e la loro abnegazione nel portare aiuto agli sfollati e ai terremotati, mentre il loro tempio, lo stadio ACQUASANTA, veniva adibito a centro di raccolta con tende montate dall\'area di meta sino a quasi dentro gli spogliatoi, ora nessuno ricorda più l'accaduto sino al punto di far sparire uno degli ultimi emblemi di questa citta e di questi visi martoriati da troppa e continuata sofferenza. L'impegno dell'emergenza è finito, sono finiti i soldi con i quali pagare gli alberghi che ospitano i terremotati, è finita la spasmodica fame di notizie riguardo le scosse notturne, tutto sembra sopito quasi come se fosse risolto. Invece solo qualche settimana fa i manifestanti aquilani venivano malmenati a partire dal sindaco, proprio per le vie dalle quali sarebbero partiti gli aiuti non più di un anno fa. Cosa è cambiato?? Difficile saperlo e dirlo, di sicuro l'effetto mediatico del presenzialismo e del fare à finito lasciando spazio al nulla che ha alimentato le casette nuove, costruite dai Trentini, ma li è finita e peccato per chi non ha avuto la fortuna di essere nella lista dei primo 400... Oltre modo sono finiti i soldi del G10 che hanno permesso in quel marasma di allestire un aeroporto, alberghi, ristoranti per ospitare capi di stato che hanno si promesso fondi, ma che forse hanno dimenticato di firmare l'asseggno, e voglio sperare che questo non se lo sia goduto qualcuno in odore di mafia, camorra o P3 come si ventila in questi giorni, non abbiamo la pazienza di aspettare 18 anni per conoscere forse la realta delle cose...siamo stufi noi che di aquilano abbiamo solo sinceri amici, figuriamoci loro!

  • Inizia il 2026

    2026

    È passato ormai un mese dall’inizio dell’anno, e devo dire che questi ultimi mesi sono passati con tutta la loro durezza.
    Lasciando il piano personale, l’aspetto che più preoccupa è la violenza ormai sdoganata in tutti i settori e a tutti i livelli. Sotto il profilo bellico assistiamo tutti inermi al prosieguo delle bombe in Ukraina, Gaza tutti la vogliono ma nessuno se ne cura, in Venezuela sparisce il presidente, in Iran altre prove di guerra…il comune denominatore è sempre quel buontempone dal ciuffo biondo di trump. Abituato da anni di affari (loschi?) a dare e promettere favori ribaltando il detto del giorno prima, lui vorrebbe parlare e mettere d’accordo il diavolo e cristo: vorrebbe, come vorrebbe il Nobel della pace, come vorrebbe mettere a tacere le opposizioni, chi gli rema contro…insomma un imprenditore padre/padrone d’altri tempi.
    La realtà è diversa, i popoli si sono evoluti, molti hanno studiato, e se mentre negli anni 40 loschi figuri facevano la loro comodo su un popolo di poveri e male istruiti, oggi l’aspetto è ben diverso. Non puoi fronteggiare manifestazioni di piazza sparando e uccidendo nella folla, non puoi con 25 Rambo calarti nella casa del presidente del Venezuela e portarlo in prigioni USA, insomma non puoi più fare il bullo.
    E tant’è che adesso il bullo deve fronteggiare un’altra cosuccia, fatta negli anni passati con un suo amico di merende che guarda un po' è morto in prigione mentre il pupo biondo diventa presidente per la seconda volta. In questa cosuccia si parla di sesso con minori e maggiori con incontri gestiti sembra per carpire segreti nazionali da rivendere a chissacchi e chissà a quale prezzo.

  • Inizia il 2015

    1995 Pino DanieleSi inizia il nuovo anno, e quasi al suo inizio esplode la notizia della morte di Pino Daniele. La notizia mi rimbomba nella testa ad aspettare la conferma dello scherzo di cattivo gusto, ma la notizia non arriva  Ogni telegiornale tira fuori le emozioni del momento, tanto è  stata improvvisa la mancanza dell'artista.  Con lui sono veramente cresciuto, mi ha accompagnato dai miei ventanni a oggi, anche se devo dire che lo preferivo prima maniera, con il tono arrabbiato, con i testi che richiamavano l'inglese di Forcella e non le partecipazioni a concerti con star internazionali che ci aveva regalato negli ultimi anni. La collaborazione con Trosi ha prodotto dei capolavori di cui tutti godiamo: stranamente tutti e due gli artisti si sono spenti per problemi cardiaci, in giovane età e al culmine della loro popolarità. Canzoni come Nero a metà, Ma che ho, Passi d'autore, Tutta 'nata storia, Schizzechea, Voglio di più;, Anna verrà, sono i brani che hanno segnato il mio cammino e il suo successo, e saranno impossibili da dimenticare

  • Il Pacifico non fa per noi

    fiji Il Pacifico non fa per noi Sabato pomeriggio si è celebrata la seconda puntata della saga dei test macht europei di rugby. All’Italia è toccata Isola FiJi nella quale confluiscono molti giocatori del campionato francese. I cugini d’oltralpe si sono scontrati con le Samoa: la conclusione di questi due incontri si può misurare non certo in punti ma in feriti e ferite lasciate sul campo. E’ notorio che il gioco praticato nelle isole del Pacifico è caratterizzato da comportamenti al limite del regolamento: quindi placcaggi alti e durissimi, fisici enormi, quintali di kg messi in mischia e in velocità fanno di queste formazioni delle macchine da guerra. Il conflitto con l’Italia le Isole Fiji lo hanno voluto perdere lasciando per oltre 20minuti la squadra senza un giocatore visto che questi si era impegnato in qualche azione da commando assassino. Solo quando hanno realmente capito l’avversario che avevano davanti, hanno giocato a pochi minuti dalla fine dell’incontro uno splendido rugby realizzando due mete sino a portarsi sotto breack 31-37 il punteggio finale… L’Italia certo non ha fatto una gran figura purtroppo: innanzi tutto a livello logistico, poi chiaramente a livello di gioco espresso da professionisti esclusivi. La “location” della manifestazione è stata scelta in Cremona, forse per dare l’impressione di avere lo stadio colmo, dove chiaramente non esiste un maxischermo che sarebbe servito al pubblico a passare il tempo e capire ciò che stava succedendo nei lunghi minuti di fermo partita in attesa che gli arbitri scegliessero, in base alla prova televisiva, la sanzione da prendere contro i fijiani troppo violenti anche per il rugby. Il gioco espresso non è quello che ci si aspetta da puri professionisti… Negli impatti ci si entrava con il freno a mano anche perché intimoriti, così la difesa si è nascosta in occasione di almeno due mete dove un fijiano ha attraversato il campo dalla propria difesa sino ad arrivare a meta, improponibile. In seconda fase possiamo anche dire che con un avversario del genere era perfettamente inutile cercare lo scontro fisico, forse impari, e giocare al largo dove ci si doveva imporre se non altro sotto un profilo professionale, invece niente…. Stessa sorte è toccata ai nostri amati cugini francesi: hanno affrontato un altro avversario “pacifico” le Samoa molto ma molto più titolate dei nostri avversari: anche i francesi hanno subito il gioco, la veemenza fisica e il rugby da questi avversari presi un po’ sotto gamba, in virtù anche dei sorrisetti che gli si rivolgono in fase di HAKA, per altro da loro vissuta come una sorta di comunione sacra. I Francesi vincono con buon margine ma non convincono il loro pubblico, e soprattutto i loro dirigenti federativi presenti nello stadio di Parigi delusi dallo spettacolo visto. Certo è che il rugby con il professionismo probabilmente non ci ha guadagnato molto: adesso tutte le squadre cercano gli equiparati, i rinnegati, i senza patria per poter mettere in campo giocatori di rilevanza e questo comporta che i dislivelli tra le squadre si appiattiscono e tutti possono battere tutti. Infatti al di la di chi è professionista da sempre ed è riuscito a far funzionare questa mentalità le altre compagini arrancano anche in confronto con avversari non proprio blasonati. Un esempio per tutti, in Italia mandiamo i nostri migliori affiliati, equiparati all’estero ignorando frotte di giovani, per poi fare queste figure: a chi serve? Anche a nome dei guadagni, basterebbe ignorare gli stranieri, far giocare in Eccellenza solo italiani che possano confluire in Nazionale e con i denari (leggi milioni€) avanzati alimentare il pagamento di tecnici questa volta si stranieri, quelli ben vengano a importare i loro credo e la loro esperienza nei nostri campetti!!

  • Il nostro BARACK

    La mattina è cominciata con la notizia di OBAMA vincitore. Tutto il mondo si è trovato con lui schierato immediatamente, cancellando commenti e proclami dei mesi passati. OBAMA adesso è per tutti il cambiamento, la persona che ci vuole per il momento che stiamo vivendo... Già ma sino a poche settimane fa i pareri erano lontani da queste affermazioni: lui rappresentava l'incerto, lo spauracchio dei black power al governo, gli afro che avanzano, il KKK che potrebbe riafforare. Perfino il nostro premier, da sempre a sua detta amico fraterno del Bush e dei repubbliani tutti, sembra aver invertito la rotta verso un altro amore fraterno per OBAMA. Insomma penso che persone come lui ne esistano poche: un uomo che fa scendere la gente in piazza a festeggiare, un uomo che unisce il diavolo e l'acqua santa...benvenga!! In quest'epoca dove tutto deve andare daccordo con tutti, dove i professori spingono e giustificano gli studenti a fare sciopero, dove gli studenti vengono accompagnati alle manifestazioni dai genitori vestiti con abiti griffati, dove l'opposizione è stata cancellata da se stessa, dove si può dire tutto tanto basta poi smentire, beh accettiamo BARAcK come se fosse il messia, almeno qualcosa di nuovo sarà costretto a fare, se non altro ricordarsi dei diseredati, e almeno lui che lo faccia!

  • Il mio rugby

    RUGBISTA2025-03-07 Come saprete ho conosciuto il rugby da ragazzetto giocando in una categoria chiamata le Aquile e a 14 anni iniziavo un percorso che sarebbe durato 7 anni girando per campi fatti di fango, sudore, fatica e tanta polvere. Nulla a che vedere con i moderni impianti di società più blasonate di quella alla quale ero tesserato. 50 anni fa a Roma le società non erano poi molte, Lazio, CusRoma e AlgidaRoma per poi salire nelle colline dove si trovava Frascati, Cecchina e con Colleferro e Segni il lazio rugbistico finiva li. Ogni trasferta era epica perché affrontata o con FordTransit o con autovetture private di dirigenti e appunto “accompagnatori”. Di genitori non c’era presenza, tant’è che mio padre credo abbia visto solo una mia partita: lo chiamava lo sport dei caproni. E i caproni scendevano in campo con spirito sportivo, tanto agonismo e tanta cattiveria anche perché si era grossi, senza pensieri e soprattutto giovani. Ancora non eravamo iniettati di concetti tipo l’appartenenza

  • I've a dream

    frascatiDomenica 23 Gennaio 2011, Simone gioca a Calvisano, non me la sento di seguirlo nella trasferta  più scomoda e decido allora di vedere i ragazzi a Frascati, gioca infatti Nikolas in prima squadra e con sorpresa vedo in squadra anche Alessietto, Teodino, Neri  e Cucciolo. Tutti mi abbracciano contenti porgo loro gli auguri del caso e salgo sugli spalti. Da qui il campo offre un'immagine di se veramente eloquente: un aquitrinio con i pali con un addetto che "lancia" manciate di gesso sul fango per simulare le righe. La partita contro il Palermo non può offrire spunti tecnici di rilievo impossibilitati come si è a poter giocare: personalmente mi ha colpito come i "ragazzi" giochino spavaldamente nella massima serie. Vedere Alessietto a meta con mestiere, Andrea placcare sulla fascia, Cucciolo in penetrazione, Niko placcare anche il fango e Teodino a rilanciare il gioco è un piacere!! A questo punto un sogno mi attraversa la mente, che bello sarebbe poter avere i Rubini, i Duca, Variale, Bisegni preparati da Paiella e allenati da Livio che finalmente potrebbe grattarsi la testa per poter inventare una qualche giocata e non per organizzare una squadra da mettere in campo...Certo il sogno non può iniziare senza un campo non dico decente ma degno del nome, perchè non si affronta una sottoscrizione cittadina? Come mai il logo Frascati DOC non è stato mai ospitato sulle maglie del rugby cittadino? Forse un progetto di intenti potrebbe rispondere ai quesiti nel frattempo fatemi godere ancora un pò questo sogno...

  • Ho visto Maradona

    Dieghito

    Ricordo il suo periodo "italiano" quando segnava gol di difficile immaginazione per i comuni mortali, quando in disappunto con il mister Sig Bigon, si rifiutò di partire con la squadra per Mosca, credo, per poi raggiungerla a bordo di un jet privato e guarda un pò la squadra vince proprio per un gol del Dieghito nazionale. 

    Certo quando sopraggiunge la morte, siamo portati a dimenticare e perdonare gli sbagli del defunto cercando di trovare per lui anedotti, in comune alla nostra vita, che hanno contribuito a ricordarlo come un grand'uomo. Adesso tutte le cronache sono rivolte a ricordarlo per le imprese sportive fatte, concedendogli di essere il migliore al mondo anche a dispetto di quel Pele con il quale la contesa era stata mai aggiudicata. 

    Nel mondo che viviamo, abbiamo tutti bisogno di credere in qualcosa o qualcuno, nel quale riversiamo tutte le nostre aspettative di vita, pensando "lui ce l'ha fatta, chissa se pure io...".  Ancora più che per noi adulti il discorso ha un grosso peso per i ragazzi e per i bambini: tradire la loro fiducia è per me un sacriliegio. Quindi  personaggi come Ben Jhonson e lo stesso Maradona non avrebbero mai dovuto tradire le aspettative che il mondo e ancor prima gli adolescenti avevano riposto in loro. Come non ricordare quando sul trono del mondo, si fece sorprendere con le mani nella marmellata e costretto a scappare dalla città che lo aveva adottato come un dio offuscando quasi la fama del celebre santo. Li il mondo era arrivato a un punto di non ritorno per lui, infestata come era la sua vita dalla cocaina che avrebbe avuto il sopravvento su tutto il futuro del campione. A nulla è valsa rifugiarsi sotto l'ala benevola di Fidel (anche lui alla ricerca di una benedizione mondiale), partecipare a concorsi televisi (dove la Finanza sembrava aver dimenticato che scappando dall'Italia aveva lasciato un conto aperto cospicuo con la stessa), diventare ambasciatore...agli occhi degli adolescenti di allora, gli uomi di adesso, il re era caduto e nel peggiore dei modi.

    Ricordiamolo quindi per le sue imprese sportive, purtroppo quelle umane non erano il suo forte dovendo pagare  il dazio per la sua arroganza, per la sua "guappaggine", per il suo atteggiamento di essere sopra a tutto (fermato in autostrada su una Ferrari era senza patente e assicurazione), per il suo modo di presentarsi come un divo pur essendo bruttarello, bassoccio e grassoccio.

    Certo ha fatto del bene a un mucchio di persone, visto che a Napoli una facciata di un palazzo gode del suo viso, che appena ricevuta la notizia nei quarieri popolari della città il coro "o mamma mamma ho visto Maradona e innamorato son" saliva forte fino agli ultimi piani. 

    Riposa in pace campione, adesso e solo adesso potrai essere ricordato per le tue imprese favolose, i brutti ricordi si scordano davanti al tuo ingegno.

  • Galles Italia 2012

    (Domenica 11 MArzo 2012) Ieri a Cardiff si è consumata la penultima giornata del torneo 2012 delle6 nazioni e la nostra nazionale faceva visita al blasonatissimo GALLES nel loro tempio: il Millennium Stadium. Le sorti dell’incontro le sapevamo e le sappiamo tuttora dandoci se possibile delle scusanti: il Galles è infatti proiettato al GrandeSlam che concluderebbe anche la vittoria del trofeo 2012. Questa è la cronaca, in campo i soliti 50-60 minuti da leoni interpretati da una squadra, l’italiana, che fa tutto bene quando non deve far giocare l’avversario, quando deve invece giocare la palla sono dolori, diventiamo lenti prevedibili, a volte goffi e dopo le ripetute fasi di gioco (a questi livelli se ne superano tranquillamente le 13 14) implodiamo in falli da minirugby, non tanto per mancanza di fondamentali ma sembra che non siamo abituati a quei livelli di gioco. Inutile domandarsi allora il perché delle franchigie, delle Accademie…non siamo preposti a farlo, ma si vede che qualche cosa di grosso non va proprio al di la dei tecnici conduttori. Ieri, infatti, si è vista la formazione in stile MALLETT tutta difesa e non gioco con qualche giocatore che in campo è un po’ spaesato per essendo un fior di professionista (nel senso dei quattrini percepiti). Il giorno prima, venerdì, la nazionale Under20 ha affrontato i pari età gallesi per lo stesso torneo in formato junior. I ragazzi devo dire che in un crescendo sono riusciti in un’impresa inaspettata perdendo solo nei minuti finali per una meta “d’intercetto” gallese. Sino a quel momento tutti credevamo nel colpaccio, con reparti muscolosi e velocissimi: sicuramente i ragazzi avranno un avvenire visto quello che stanno dimostrando in campo; altro elogio al tecnico, tale CRAIG GREEN, che sembra non guardare in faccia nessuno spedendo a casa nomi che negli anni sembravano inattaccabili, ma forse deve fare ancora qualche piccolo sforzo scrollandosi, almeno lui che ancora lo può fare, il peso delle Società influenti.

  • France comme on l'aime

    (Sabato 8 Settembre 2011)Stamane di prima mattina sono andate in onda le partite dei quarti di finale della coppa del mondo di rugby 2011: la prima vedeva Irlanda contr il Galles e a seguire al sfida tra Francia e Inghilterra. La prima ha visto il GAlles annientare un Irlanda ottima aggredita  tutti i unti del campo . Nella secondapartita, la Francia caovolge ogniqalsiasi previsione facendo aprire l'Inghilterra quasi una squadra impreparata: gli sbagli di trasmissione di palla , mputati agli ingles scaturivano nn certo daerrori di "hangdling" ma u da un pressine costante e feroce dela difesa francese che iniettava nela linea di meta inglese le mete che servivan per far sua la partita. Di certo Wilkinson, Flood, Twilagj, Ashton non hanno colpe se non quella di essere scesi in campo oggi contro questa Francia.

    Domani Domenica 9 Settembre si ceebra laseonda del campionato di SerieB che vede il CsRoma a Palermo e il Frascati che riceve la Partenope, Nel frattempo cavilli costringono alcuni atleti noti a npn poetr giocare dove vogliono per colpe nn certo loro ma di una Federazione che avvalla scelte pensate da non si sa chi

  • FlashMob

    flashmopbControllando i movimenti di facebook, mi accorgo di una nuova tendenza giovanile confertami poi da vari ragazzi primo tra tutti da mio figlio: il flash mob. Con questo strano termine, si intende una "rappresentazione" più o meno spontanea concordata proprio su facebook come invito e un mucchio di gente che si da appuntamento nel luogo convenuto per metterla in pratica. LA cosa buffa è che l'"organizzatore" è colui che con un fischio o con gesto dà inizio alla manifestazione, e con lo stesso gesto ne determina la fine. Quando sono venuto a conoscenza di tali "manifestazioni" sono rimasto molto sorpreso, poi ho saputo delle varie tipologie di manifestazione, del tam tam di facebook, e non per ultimo addirittura un sito che si preoccupa sia dell\'archiviazione dei flash mob avvenuti sia della pubblicità di quelli che verranno. In cosa consiste più precisamente il flash mob? La mia prima conoscenza a proposito è stata la battaglia dei cuscini alla quale ha partecipato anche mio figlio: dopo l'"invito" su facebook, i partecipanti arrivano nel luogo convenuto, e all'ora convenuta "qualcuno" scandisce il tempo alla fine del quale ha inizio la battaglia dei cuscini tirati fuori da zainetti sino a quel momento anonimi. Dopo qualche minuto di cuscinate il tutto ha fine e i partecipanti si disperdono sotto gli occhi increduli dei passanti che ancora non capiscono cosa sia successo e da dove arrivano tutti quei cuscini. Un'altra manifestazione, quelli di vari gruppi che ballano in seguenza fino a confluire all\'unione di tutti i gruppi che ballano tutti insieme. Scordavo di dire che i luoghi scelti sono frutto di scelta accurata sia per la bellezza che per la visibilità che l'evento può suscitare. Ecco quindi che Piazza Trilussa prima la stazione Termini dopo sono stati il palco per questi due flash mob descritti. Nel mese prossimo, non ricordo il giorno, è prevista a piazza del Popolo la danza dei partecipanti che si dovranno preoccupare di farla nel modo più "matto" possibile con cuffiette nelle orecchie che diffonde lo stesso brano per tutti (chiaramente precedentemente scaricato da facebook). Non so chi sia ad organizzare il tutto, mi sembrano personalmente energie importanti perse per eventi di poco conto: lo stesso impegno per qualsiasi altra impresa produrrebbe risultati notevoli...è forse ciò che si vuole evitare? Spero di no e mi auguro che i flash mobber non cadano in cadute di stile troppo facilmente raggiungibili con questi numeri e con queste organizzazion

  • Fine Stagione

    Siamo quasi in dirittura d'arrivo di questa stagione agonistica che si concluderà con la Coppa del Mondo. Il nostro mister/coach Mr Mallet non è stato confermato per il futuro ma solo  sino alla conclusione della Coppa stessa. Il comportamento è quello conosciuto: non ci fidiamo ti paghiamo, allora lavora sino alla conclusione del contratto che tanto nessuno ha voglia di rescinderlo prima. E per prima intendo dire in quelle occasioni dove i risultati (ricordo di eclatamte solo la vittoria con la Francia) non si sono visti, adesso sembra quasi offrire alla Federazione la chance di dire noi abbiamo fatto il possibile...C’è veramenet qualcosa che non va nell’ambiente. Sicuramente quando uno staff dirigenziale annusa il “vil denaro” difficilmente riesce più guardare oltre il suo luccichio. Difficile quindi vedere spiragli e/o soluzioni per crescere in questo sport: abbiamo adottato le franchigie, portando carrettate di soldi alle due squadre interessate, ma il nostro livello di gioco è lo stesso degli scorsi anni con o senza Magners. Nessuno si preoccupa dei vivai e di come questi vengono gestiti; in Italia a oggi esiste un campinato di veramente buon livello a livello giovanile, l’Under20, che il prossimo anno sarà annullato non si capisce alla luce di quale soluzione a favore di un campionato Under23. Migliaia di ragazzi tra i 18 e 19 anni e mezzo saranno persi dal vivaio rugbystico italiano ma nessuno ne parla, si elogia anzi un campionato mondiale di categoria che suggellera il funerale della stessa. Nei post sopra il mio ho letto di poltrone, ma sempre alla luce del “vil denaro” chi abbandona mai una mucca grassa? Ci vuole fegato e consentitemi attributi che non vedo in giro.

  • Finale Nazionale Under20

    firunder20 83 90Amici, sono appena rientrato da Livorno, sto aspettando l'arrivo di Simone, è l'una di notte e si  sta concludendo una giornata da tanto attesa, e nessuno si aspettava fosse così dura. I Crociati RFC si sono laureati campioni d'Italia della categoria Under20 (e non fate battute facili tipo al CEPU!!) Personalemnte ho biosgno ancora di qualche ora per digerire questo rospo e credo proprio di non riuscirci. A questo punto della stagione è logico e di rigore tracciare dei resoconti sull'accaduto e qui mi vengono in mente giusto un paio di considerazioni: come si fa a prevedere una finale di un campionato  in caso di parita al tempo regolamentare, senza tempi supplementari  solo ai calci piazzati. Soprattutto quanto deve durare , per decenza una partita? E' vero che gli avversari possono essere un pò molli e subire un pò troppo gli scontri, tanto che l'arbitro debba interrompere il tempo continuamente. Una delle mie passioni è quella di vedere la partita cronometrandola, e il mio personalissimo PhilipsWhacth..ha segnato 49min per il primo tempo e 54 per il secondo..Allo scadere del 54" accade l'inverosimile: la squadra in svantaggio gode di una punizione che sancirà il pareggio. Certo il calciatore Crociato va benedetto e sarà lodato da tutti tranne che dalla nazionale ma li si sà...  La squadra in svantaggio smonta la panchina facendo entrare tutte le riserve, a momenti entrava in gioco anche l'allenatore e la nostra panchina? Entra un pilone dopo 15minuti abbontandi del secondo tempo, gli altri umiliati al palo. In campo i soliti sbagli dalle solite figure, quindi tutto da poter cambiare...ma niente "squadra vincente non si cambia" è il detto che altre volte ha funzionato: oggi no!  Non effettuando inserimenti diamo il fianco all'avversario che rompe giocatori, si stanca oltremodo ma pure i nostri soffrono l\incontro: ci sono state 7-8 fasi di gioco ripetute tra i 22mt e la linea di meta: niente di più semplice di intimorire l'avversario facendo entrare i rinforzi, agguerriti come iene sia perchè contenti di giocare sia perchè fieri di sentirsi parte integrante di questo gruppo...Invece niente! Vorrei ringraziare per questa stagione:  1. Le mamme che con il loro silente lavoro hanno offerto, ad ogni incontro disputato tra le mure amiche, un prodotto della propria fantasia tanto da permettere terzi tempi altrimenti inesistenti.  2. Marco che con il suo lavoro ha permesso il potenziamento di questi ragazzi e la loro preparazione allo sforzo infinito di questo campionato,   3. Fabio Gianni, Pippo Esposito che con le loro alchimie hanno fatto convivere gli interesessi della Prima squadra con la nostra  4. Stefano Gallegati che con la sua eleganza ha accompagnato i ragazzi nelle loro imprese  5. Ferruccio Venturoli che con il suo fare è sempre stato presente tra i ragazzi   6. Valter e Eugenio  7. E per ultimo e non per ultimi i ragazzi tutti e perdonatemi se mi sono scordato qualcuno:</p>\n<p>Bitetti Marco<br />Filippucci Carlo<br />Giancarlini Guglielmo<br />Dionisi Edoardo<br />Bisegni Giulio<br />Ceccarelli Pietro<br />Lo Sasso Valerio<br />Taliente Francesco<br />Torda Lorenzo<br />Varriale Luca<br />Corvisieri Alessio<br />Bonavolonta‚Äô Davide<br />Colabianchi Saverio<br />Tartaglia Alessandro<br />Marsella Claudio<br />Marra Marcozzi Marco<br />Serafino Matteo<br />Zivillica Simone<br />Nardone Italo<br />Pitaccio Franco<br />Riccioli Ruben<br />Fabiani Oliviero<br />Bruni Saverio<br />Manozzi Pietro<br />Papale Daniele<br />Venturoli Cesare<br />Bergamini Andrea<br />Proietti Giordano<br />Vannozzi<br />Murru Riccardo<br />Bruni Ernesto<br />Schettini Oscar<br />Russo Massimo<br />Marzani Paolo<br />Giulio Tommaso<br />Mancini Matteo<br />Certelli Alessandro<br />Moscioni Pierfrancesco<br />Mascagni Pietro<br />Castellini Enrico<br />Di Massimo Giacomo</p>\n<p>Penso che il ciclo di questi ragazzi sia a un giro di boa, speriamo che la "strambata" richiesta (leggi imposta) dalla cara Federazione sia profiqua e che produca risultati benevoli per i ragazzi che sono il nostro patrimonio storico  per il futuro; buonanotte, Simone è a pochi minuti da casa...son le due della noche

  • Ferragosto

    gaza2025-08-15 arrivati a Ferragosto, giorno in cui Trump e Putin si incontreranno in Alaska per decidere le sorti della guerra in Ucraina senza che il suo presidente sia presente. Questa mancanza è chiaramente una mancanza non solo al presidente Zelesky ma alla comunità europea che lo ha appoggiato nella sua... diciamo difesa. Uno dei dogmi dell’educazione delle mie generazioni era il detto “non fare i conti senza l’oste” ma qui non si capisce chi beve, chi mesce, e chi guarda. Forse chi guarda si conosce e lo si intravede nelle stupidità dette dal ciuffo arancio usa: ieri sera affermava di aver fermato ben 6 guerre in pochi mesi di suo mandato: forse gioca troppo a Risiko con i suoi collaboratori che per rabbonirlo lo fanno vincere sempre.

  • Felice

    feliceAncor prima di conoscerlo personalmente nel 2005, me lo descrivevano come un lavativo, uno che” faceva troppi giorni di malattia”. Appena arrivò mi diede l’impressione di un tipo che schivo nel parlare, aveva molto da raccontare nonostante la sua giovane età. Cominciammo il cammino che lo avrebbe portato ad essere l’operatore macchina specializzato che tutti oggi conoscevamo, sapevamo e apprezzavamo. Dopo qualche giorno ci capitò di sciacquarsi insieme e lui togliendosi la maglietta mostrò a un tatuaggio fresco di Padre Pio: lì scatto la mia curiosità che mi porto a conoscere la sua storia recente fatta di un incidente subito dove la polizia “gli aveva già messo il lenzuolo sopra”: mi senti un cretino solo per aver ascoltato le calunnie sul suo conto, anche perché nell’istruzione era formidabile, solo pochi accenni e lui riusciva a ripetere le operazioni, anche le più complesse.

    Ci siamo ritrovati negli anni in giro per vari cantieri, sempre con il rispetto, la riconoscenza e l’affetto che aveva ormai legato il nostro rapporto: lui mai alterato, mai sopra le righe, sempre con una gentilezza che sapeva di altri tempi, quasi non adatta a un ragazzo così giovane.

    Oggi dopo il solito giro di telefonate, che non può né potrà mai portare del bene, vengo a conoscere la terribile notizia…si era sentito male e adesso non è più con noi, lui che a 34 anni, lavoratore indefesso, umile, volenteroso e soprattutto capace, non godrà più dei suoi due figli e della giovane moglie. Il mio massimo rispetto per questo dolore in famiglia Russo, non so ancora bene come ma spero di poter essere vicino alla tua famiglia.

  • Ennesimo anno nuovo

    20252025-01-09.   Eccoci all’indomani dell’inizio del nuovo anno il 2025. L’anno passato, bisesto, ha seminato sangue e sacrifici umani merito anche di personaggi che ormai abbiamo cominciato a conoscere bene per la loro fame di potere. Per il 2025 di dobbiamo preparare all’avvento di due nuovi attori, in questo caso americani, che gestiranno il loro potere all’unisono visto che in due hanno soldi per fare due guerre, e non adopereranno neanche i loro denari. Personaggi come Trump e Musk hanno patrimoni che al confronto zio paperone era un sacrestano, in più hanno la presunzione di voler dettare le scelte di altre nazioni, e qui il potere sazia la loro fame.

    L’anno ha visto sempre più vittime sia a Gaza, con la scusa della ricerca di

  • EMILE

    Oggi è venutto a mancare EMILE GRIFFITH: la mia infanzia si è avvicinata al pugilatogriffith grazie alle sue gesta e a quelle del Benvenuti nazionale. Forse gli ultimi rappresentanti di una boxe e/o di uno sport ancora tale senza esasperazioni di anabolizzanti, proteine e zozzerie farmaceutiche. Loro campioni dal fisico normale e senza strani codazzi di manager, accompagnatori per poter far capire chi era ilpiù forte si sono dovuti incontrare più volte, oggi si parlerebbe solo delle loro borse, ma all'epoca poteve sembrare un dettaglio secondario. La spuntò Benvenuti che pagò subito dopo questa notorietà scontrandosi contro il muro MONZON che lo annientò.

    EMILE GRIFFITH perse forse perchè negli anni sessanta non si era ancora pronti ad accettare che uno di colore potesse prevalere nel mondo visto che questo già conosceva e sopportava il mito ALì. Mi sembrava un gran uomo, gran combattente, morto dimenticato povero e quasi demente, un peccato per la nostra memoria. Sono dispiaciuto per la sua scomparsa.

  • ELIO 28 Settembre 2014

    Solo pochi minuti fa la notizia della mancanza di Elio ha chiuso una giornata iniziata con la visita allo stesso. Stamane lo strazio della visita in rianimazione con la moglie i figli e i suoi parenti diretti, che piangevano questa situazione scatenata solo la sera prima da un destino strano fatto anche, secondo me, di mancanze mediche macroscopiche. Non voglio capire nulla di medicina ma penso che ad un paziente che lamenta problemi neurologici, il minimo sia controllare il regolare afflusso sanguigno alla memoria centrale, il cervello. A lui solo ieri avevano riscontrato un problema a una vena/arteria e per ciò lo avevano ricoverato per l'ennesima volta, e da li a pochi minuti si sono scatenati degli eventi che hanno recintato il povero Elio in una stanza di rianimazione dove avrebbe consumato male le ultime ore di vita. Non ho purtroppo verità e neanche ne cerco, sono solo estremamente dispiaciuto per la mancanza di quest'uomo che avrei preferito conoscere nella sua gioventù visto che con pochi giorni era riuscito a comunicare i suoi valori con un'eleganza e una grazia che tutti ammiravamo in lui. Sono sempre accusato di non vedere il bicchiere mezzo pieno, ma in questa situazione, con questo dolore, non posso che essere contento di averlo conosciuto: in pochi giorni mi ero affezionato a quella figura che  viveva la sue malattie con un'ironia sottile, speciale. Mi sono rimaste impresse sue frasi tipo "ho perso un mucchio di battaglie ma alla fine ho vinto molte guerre", "Non si può sentire gli amici per comunicare sempre brutte notizie". "Non ho il conforto di Dio". Solo pochi giorni fa l'ho sentito l'ultima volta per telefono e mi comunicò del suo malessere; capii che le cose non andavano bene ma ero speranzoso per quella visita del prossimo lunedì, che mi indicava come decisiva e importante, ma questa settimana per lui non inizierà mai purtroppo insieme a noi.

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